Chi si prenderà cura degli anziani di Limana nei prossimi anni? E a quali condizioni? Sono domande semplici, ma le risposte — almeno finora — non arrivano. A sollevarle con forza è il gruppo di opposizione Oltre Limana, che ha presentato una nuova interrogazione urgente al Comune dopo aver scoperto una contraddizione nei documenti ufficiali che non si riesce a spiegare facilmente.
Due enti, due piani, zero coordinamento
Da una parte c’è la Limana Servizi, la società interamente di proprietà del Comune che gestisce il Centro Servizi per l’Anziano “C. Testolini”: il suo Piano Programma prevede che entro il 2026 assuma direttamente la gestione del servizio domiciliare e dell’Assistente Sociale. Dall’altra c’è il Documento Unico di Programmazione del Comune, che di tutto questo non fa parola. «Com’è possibile che gli atti programmatori del Comune non recepiscano questo passaggio?», chiede la capogruppo Milena De Zanet. Una domanda che sembrava destinata a trovare risposta nell’ultimo Consiglio comunale di dicembre, ma che è rimasta senza una risposta soddisfacente: le dichiarazioni dell’assessore Dalla Cort, secondo Oltre Limana, sono state vaghe e incomplete.
I lavoratori: che fine faranno?
Dietro le carte e i numeri ci sono persone. I dipendenti comunali che oggi lavorano all’Ufficio Servizi Sociali non sanno ancora cosa li aspetta: passeranno alla Limana Servizi o resteranno in Comune con mansioni diverse? Sono stati consultati su queste scelte? Oltre Limana vuole risposte concrete, e le vuole in aula: «È fondamentale sapere se il personale interessato sia stato coinvolto», sottolinea De Zanet.
Sette posti in meno e la qualità dei servizi
C’è poi un altro nodo da sciogliere, che riguarda direttamente chi lavora all’interno della Limana Servizi: i documenti previsionali indicano una riduzione di sette dipendenti entro il 2026. L’opposizione ha chiesto dati precisi su turni, assenze e utilizzo di collaboratori esterni, con una preoccupazione di fondo che tocca direttamente le famiglie: come si garantirà la qualità dell’assistenza agli anziani con meno personale?
La domanda è ancora più urgente se si considera che nel 2025 le rette del Centro sono già aumentate, con solo un piccolo aggiustamento verso il basso arrivato a fine anno. Per De Zanet è una linea che non si può attraversare: ridurre la qualità del servizio dopo aver chiesto alle famiglie di pagare di più sarebbe semplicemente inaccettabile.





