Una domenica elettorale che avrebbe dovuto essere come tutte le altre si è trasformata, per Davide e la sua famiglia, in un episodio doloroso. È successo ai seggi di via Feltre, dove a un uomo di 50 anni con disabilità certificata al 100% è stato inizialmente negato il diritto di voto. Una decisione che ha lasciato amarezza e sconforto nei suoi familiari, che hanno scelto di raccontare l’accaduto per sensibilizzare sul tema dell’inclusione, troppo spesso evocata, ma non sempre compresa – e così poco praticata – davvero.
Davide vota da sempre, accompagnato dai suoi cari. La sua tessera elettorale, piena di timbri, lo dimostra. Eppure, domenica, qualcuno al seggio ha stabilito che non potesse esprimere la propria scelta «viste le sue condizioni». Le spiegazioni della famiglia non sono bastate. Solo l’intervento dei Carabinieri presenti e un successivo confronto con la Prefettura hanno permesso di ristabilire il diritto di Davide a votare, senza bisogno di ulteriori documenti o certificazioni.
«Possiamo capire le difficoltà nel gestire una situazione nuova», scrive la famiglia De Pasquale, «ma ciò che abbiamo trovato inaccettabile è stata la freddezza con cui, davanti a lui, è stato detto che Davide non è capace di intendere e volere». Parole che feriscono, spiegano, perché Davide comprende ciò che accade attorno a lui, ha una sua personalità, vive emozioni, gioie e sofferenze come chiunque altro.
La famiglia racconta di essere rimasta «ferita, amareggiata e arrabbiata», immaginando quanto possa aver provato Davide nel vedersi negare un gesto di normalità che per lui ha sempre avuto un valore profondo. «In passato è capitato di incontrare persone nuove ai seggi, ma tutto si è sempre risolto con buon senso e una telefonata».
L’episodio, spiegano, non vuole essere un atto di accusa, ma un invito a riflettere. «Siamo nel 2026 e si parla ovunque di integrazione, accessibilità, pari opportunità. Ma non basta cambiare le parole: se poi, con leggerezza, si etichetta una persona solo per le sue difficoltà, l’inclusione resta uno slogan».
La famiglia ringrazia invece chi, nella quotidianità, accompagna Davide con attenzione e rispetto: volontari, amici, persone capaci di guardare oltre le apparenze. «È grazie a loro che continuiamo a sperare in un futuro migliore e realmente inclusivo».





