A Belluno c’è un paradosso: le case ci sono, ma non si trovano; e quando si trovano, spesso non sono pronte ad accogliere nessuno. La domanda cresce, l’offerta no. Case vuote da una parte, giovani famiglie e lavoratori dall’altra. In mezzo, un mercato bloccato che frena lo sviluppo e mette in difficoltà imprese ed enti pubblici. Da qui nasce il convegno “Abitare a Belluno. Locazione: cosa fare?”, in programma sabato 28 marzo alle 10 a Palazzo Crepadona, annunciato dal sindaco Oscar De Pellegrin come un momento per «capire come sbloccare un problema che riguarda tutta l’Italia, ma che qui pesa in modo particolare».
L’evento è il frutto di un tavolo di lavoro attivo da due anni, che riunisce Comune, sindacati, agenti immobiliari, Confedilizia, Asppi e vari ordini professionali. L’obiettivo è dare ai proprietari informazioni chiare su contratti, agevolazioni fiscali e percorsi di ristrutturazione: strumenti indispensabili per riportare sul mercato un patrimonio abitativo spesso inutilizzato.
«Ci stiamo muovendo su due fronti», spiega il consigliere comunale Paolo De Biasio. Da un lato c’è la partita dell’ex caserma Fantuzzi, dove il Demanio ha aperto una manifestazione d’interesse per una possibile riqualificazione a uso residenziale. Dall’altro, il lavoro con Provincia e corpi intermedi per costruire un clima di fiducia attorno a chi vuole affittare. «Molti proprietari si sentono soli o temono inquilini morosi: vogliamo far capire che esiste una rete di professionisti in grado di accompagnarli».
Il tema centrale resta quello delle case sfitte. Un dato certo non c’è: l’amministrazione ammette di non riuscire, per ora, a incrociare in modo efficace i dati Imu. Le stime nazionali, però, parlano chiaro: tra il 30% e il 40% delle abitazioni sarebbe inutilizzato. «Il vero problema è che molti immobili non sono ristrutturati», sottolinea Annalisa Marrone, dell’Ordine dei commercialisti, che al convegno illustrerà bonus, incentivi e agevolazioni assicurative utili a chi decide di intervenire.
Tra le proposte sul tavolo c’è anche la creazione di un punto di ascolto per cittadini e proprietari, così da offrire un riferimento stabile per orientarsi. E sul fronte del centro storico, gli architetti presenteranno stime sui costi di ristrutturazione delle unità abitative: dati che potrebbero aiutare a sbloccare un patrimonio importante ma spesso in condizioni poco attrattive.
Il convegno non promette soluzioni miracolose, ma prova a rimettere ordine, creare fiducia e aprire uno spiraglio in una questione che tocca lavoro, demografia e qualità della città. Perché il nodo, a Belluno, non è la mancanza di case: è riuscire, finalmente, a farle tornare ad essere abit





