C’è un luogo a Belluno dove la memoria prende forma tra gli alberi. È il Giardino dei Giusti, spazio dedicato a uomini e donne che, in momenti difficili della storia, hanno scelto di difendere la dignità umana anche a costo della propria vita.
Qui, la città ha rinnovato il proprio impegno nel custodire e tramandare quella memoria con la cerimonia dedicata ad Antonio Maglio, medico neurologo pugliese considerato il padre delle Paralimpiadi.
La decisione è arrivata all’unanimità dal Comitato scientifico del Giardino dei Giusti cittadino. Alla cerimonia, svoltasi proprio nel parco dedicato alla memoria civile, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, assessori e consiglieri comunali.
«È il secondo anno che Belluno celebra la memoria di un Giusto con una targa nel Giardino dei Giusti – ha spiegato il sindaco Oscar De Pellegrin –. Un gesto semplice ma profondamente simbolico, che oggi assume un significato ancora più forte. Viviamo un tempo segnato da grande incertezza internazionale e da conflitti. Ricordare i Giusti del Mondo, donne e uomini che hanno dedicato o addirittura sacrificato la propria vita per gli altri, significa custodire la speranza: la speranza che un mondo più giusto sia possibile».
Il primo cittadino ha poi ringraziato il Comitato scientifico e la sua presidente Francesca Jacobellis per la scelta e per l’impegno dedicato all’iniziativa.
La figura di Antonio Maglio assume oggi un significato particolarmente forte. Con una visione innovativa e profondamente umana, il medico intuì infatti il valore dello sport come strumento di riabilitazione, dignità e riscatto per le persone con disabilità. Fu proprio grazie alla sua intuizione che nel 1960, subito dopo i Giochi olimpici di Roma, vennero organizzate nella capitale le prime Paralimpiadi: un evento destinato a cambiare per sempre lo sguardo della società verso la disabilità.
Un riconoscimento che assume un valore ancora più simbolico proprio nell’anno delle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, che vedono la provincia di Belluno tra i territori protagonisti.
La cerimonia si è svolta nel giorno in cui, in molte città del mondo, si ricordano i Giusti. Il 6 marzo coincide infatti con l’anniversario della scomparsa di Moshe Bejski, promotore del Giardino dei Giusti dello Yad Vashem di Gerusalemme e figura centrale nella diffusione internazionale di questa iniziativa di memoria civile.
«È stata una giornata importante e toccante – ha sottolineato l’assessore alla cultura Raffaele Addamiano – che rappresenta prima di tutto un impegno preso e rispettato dall’amministrazione comunale nei confronti di un’esigenza profondamente sentita».
Il ricordo, ha aggiunto, è rivolto a tutti i Giusti del Mondo: «persone che hanno donato o rischiato il bene più prezioso, la propria vita, per salvarne altre, per difendere i diritti umani e per proteggere quel bene assoluto che è la dignità della persona».
Non si tratta, ha precisato l’assessore, di una celebrazione formale: «Oggi nel mondo esistono circa duecento Giardini dei Giusti e Belluno ha l’onore di far parte di questa rete internazionale che ricorda uomini e donne che hanno difeso la dignità umana, spesso mettendo a rischio la propria vita».
E il senso più profondo di questa memoria è racchiuso in una frase antica, ricordata proprio durante la cerimonia: «Chi salva una vita salva il mondo intero». Un insegnamento del Talmud che continua a parlare anche al presente.





