Belluno si presenta a Milano–Cortina 2026 con una nuova infrastruttura strategica. È stato inaugurato ieri (3 febbraio) nella sede dei Vigili del fuoco di via Col da Ren, il Centro di Coordinamento dei Soccorsi (C.C.S.), la struttura che gestirà emergenze, sicurezza e vigilanza durante le gare olimpiche di Cortina d’Ampezzo.
A fare gli onori di casa un parterre istituzionale di primo piano: il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, il prefetto Antonello Roccoberton, il Capo del Corpo nazionale Eros Mannino, il direttore interregionale Cristina D’Angelo, il comandante provinciale Matteo Carretto, il presidente della Provincia Roberto Padrin e l’assessore regionale alla Protezione civile Elisa Venturini.
Una struttura nata dopo Vaia
L’idea di un centro più moderno e performante affonda le radici nel 2018, quando la tempesta Vaia mise in evidenza la necessità di un luogo sicuro, antisismico e tecnologicamente avanzato per coordinare le funzioni di protezione civile. I lavori, avviati nel 2022 grazie a una complessa sinergia istituzionale, consegnano oggi una sede dotata delle tecnologie più evolute per comunicazioni e gestione dati.
Il cuore operativo di Milano–Cortina 2026
Con l’avvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici (6 febbraio – 15 marzo), il C.C.S. assumerà un ruolo centrale. Due le sale operative:
- Sala Operativa Interforze (S.O.I.), dedicata al coordinamento della sicurezza e della vigilanza sull’intero scenario olimpico.
- Sala Safety, attiva dal 6 febbraio, che seguirà protezione civile, soccorso tecnico e viabilità, con la presenza di Regione, Provincia ed enti operativi.
Un hub dove informazioni e decisioni viaggeranno alla massima velocità.
Le dichiarazioni
«È un orgoglio per tutto il Paese farsi trovare pronti per un grande evento, con metodo e qualità» ha affermato il sottosegretario Prisco, sottolineando come la nuova struttura garantisca «più sicurezza, più prevenzione e maggiore capacità di reazione».
Il prefetto Roccoberton ha evidenziato l’importanza di un luogo sicuro e tecnologicamente avanzato: «La gestione di un’emergenza richiede coordinamento e strumenti performanti. Da qui la necessità di investire in una nuova sede».
Il Capo del Corpo nazionale Mannino ha ricordato il lavoro di squadra che ha portato al risultato: «Tagliare un nastro significa che un intero sistema ha creduto in questo obiettivo. Essere vicini quando si opera permette scambi rapidi di dati e interventi più efficaci, oggi per i grandi eventi e domani per la comunità bellunese».





