Fuori pista sul Pordoi, olandese salvato dall’elicottero: aveva perso uno sci

Fuori pista sul Pordoi, olandese salvato dall’elicottero: aveva perso uno sci

Un pomeriggio di sci fuori pista si è trasformato in un intervento di soccorso ad alta quota, sotto le pareti del Sas Ciapel, in Val de Masola. Protagonista un turista olandese di 65 anni che, dopo aver perso uno sci nella neve profonda, si è ritrovato bloccato al freddo e in difficoltà a circa 2.200 metri di quota.

L’uomo stava scendendo in fuoripista insieme a un amico con lo snowboard, in una delle aree più spettacolari ma anche più impegnative del comprensorio del Passo Pordoi. Durante la discesa, però, uno degli sci si è sganciato ed è rimasto sepolto nella neve fresca. I due hanno provato a cercarlo per un po’, ma senza successo. A quel punto il 65enne ha tentato di proseguire verso valle con un solo sci, ma il freddo e la fatica hanno presto avuto la meglio.

Verso le 16.40 è partita la richiesta di aiuto. Raccolte le coordinate del punto, la centrale operativa ha attivato il Soccorso alpino di Livinallongo, che ha predisposto una squadra in piazzola per un eventuale supporto da terra. In contemporanea è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre sul posto si è portato anche un tecnico del Soccorso alpino in servizio sulle piste di Porta Vescovo.

L’intervento si è svolto in tempi rapidi ma in un contesto delicato, con neve profonda e temperature rigide. Il tecnico di elisoccorso è stato calato con un verricello di cinque metri e ha raggiunto lo sciatore, che presentava un principio di ipotermia. Dopo averlo messo in sicurezza, è stato issato a bordo dell’elicottero e trasportato all’ospedale di Agordo per gli accertamenti.

L’amico snowboarder, rimasto illeso, è stato invece accompagnato a valle dal tecnico del soccorso piste. L’episodio riporta l’attenzione sui rischi del fuoripista, soprattutto in presenza di neve fresca e a fine giornata, quando il calo delle temperature può trasformare rapidamente una difficoltà tecnica in un problema sanitario. In montagna bastano pochi imprevisti — uno sci perso, una sosta prolungata — per trovarsi in condizioni critiche. E, ancora una volta, a fare la differenza sono stati la tempestività dei soccorsi e la macchina organizzativa che presidia le Dolomiti anche nei punti più impervi.

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