Altro che “Epifania, tutte le feste si porta via”. A Trichiana il clima di festa continua, e lo fa nel segno della musica. La comunità di Borgo Valbelluna si prepara infatti a celebrare i santi patroni con un appuntamento speciale: un concerto corale in programma domani (18 gennaio) alle 17, nella chiesa arcipretale di Trichiana.
L’iniziativa rende omaggio a San Felice da Nola (14 gennaio), patrono della parrocchia di Trichiana, San Tiziano (16 gennaio), patrono del Comune e della Diocesi di Vittorio Veneto, e Sant’Antonio Abate (17 gennaio), patrono della parrocchia di Sant’Antonio Tortal. Per la prima volta, i tre santi verranno celebrati insieme attraverso un momento musicale aperto a tutta la cittadinanza.
A presentare la serata sarà il poeta e giornalista Edoardo Comiotto. Sul palco tre formazioni vocali di grande livello: il Coro Polifonico Trichiana, diretto dal maestro Stefano Bittante; il Coro Montecimon di Miane, guidato dal maestro Paolo Vian; e il gruppo vocale femminile Kajda di Mače, in Croazia.
Particolarmente attesi gli ospiti. Il Coro Montecimon è attivo da anni in Italia e in Europa, con partecipazioni a rassegne e festival e ottimi riscontri di pubblico e critica. Il gruppo “Kajda”, invece, porta in Valbelluna la tradizione del canto folkloristico croato a cappella, reinterpretato con intensità e grande cura vocale. Il loro motto parla da sé: «È l’amore per la musica che ci unisce come fratelli: siamo semplicemente pazzi di musica».
L’incontro tra il Coro Polifonico Trichiana e “Kajda” è nato durante il FAKS Festival in Croazia, trasformandosi poi in un vero scambio culturale. Un legame che ora trova spazio anche in Valbelluna.
«Sono euforico», racconta Paolo Gardenal, presidente del Coro Polifonico Trichiana. «Il gruppo croato ci ha scritto dicendo che desiderava tantissimo venire qui. Siamo felici di aver realizzato il loro sogno e anche il nostro. Non posso fare altro che invitare tutti a partecipare».
Un appuntamento da non perdere, nel segno della musica, della tradizione e dell’incontro tra culture.





