Nonostante il più che mezzo flop della serata “Road to Cortina” organizzata mercoledì 17 dicembre da Fondazione Milano Cortina e Provincia di Belluno (con oltre metà sedie del Centro Giovanni XXIII rimaste tristemente vuote) a Belluno la voglia di capire cosa stia davvero succedendo attorno alle Olimpiadi 2026 non manca. Lo dimostra la partecipazione all’incontro organizzato da ORA! sabato (20 dicembre) nello stesso luogo: oltre cento persone sedute in sala, attente, coinvolte. A mancare, invece, è stata la Fondazione, che non ha raccolto l’invito al confronto. Sul palco, moderati dalla giornalista Antonella Giacomini, il segretario Michele Boldrin e il presidente Alberto Forchielli hanno messo in fila numeri e criticità. E il quadro tracciato è tutt’altro che rassicurante.
Secondo ORA!, i costi dei Giochi sono lievitati da 1,5 a 7 miliardi di euro, in linea con lo sforamento medio del 156% tipico delle Olimpiadi. A questo si aggiungono ritardi pesanti: 34 opere verrebbero consegnate a gare già iniziate, 23 addirittura dopo l’evento. Un’eredità che rischia di trasformarsi in un fardello per i territori, più che in un’opportunità. Sullo sfondo, un dato che inquieta: oltre 40 interdittive antimafia nel 2025 legate ai cantieri. «Senza analisi costi-benefici serie – è stato ribadito – si rischia di bruciare risorse pubbliche senza lasciare nulla di utile».
Boldrin ha scelto toni diretti. «Che nella Fondazione Milano Cortina non ci siano cortinesi è un paradosso. Il territorio è stato escluso dai processi decisionali», ha attaccato. E sul mantra del “brand Dolomiti” è stato altrettanto netto: «Parliamo di montagne già famose in tutto il mondo. Non hanno bisogno delle Olimpiadi per essere scoperte».
Poi il tema delle opere pubbliche: «Le infrastrutture devono servire ai cittadini, non agli eventi. Il divertimento si paga: non può essere scaricato sull’erario per il tornaconto di pochi». E la chiusura, inevitabilmente politica: «Questa operazione sembra un prodotto leghista costruito per la gloria di Zaia, con un contentino alla Lombardia. Lo Stato dovrebbe regolare, non finanziare con i soldi dei contribuenti operazioni di questo tipo».
Cos’è ORA!
ORA! è un partito nato dal Movimento Drin Drin, fondato nel 2024 da Michele Boldrin e Alberto Forchielli e capace di raccogliere oltre 15.000 iscritti in poco più di un anno. Il Congresso fondativo si è tenuto il 12 ottobre 2025 ad Abano Terme. Tra le priorità del partito: innovazione, produttività, crescita demografica, riforme di scuola, PA e pensioni, posizionamento internazionale pro-Ucraina e pro-europeo, transizione energetica al nucleare.
Michele Boldrin, economista e professore alla Washington University di St. Louis, è il primo segretario di ORA!. Autore di numerosi saggi, è attivo sui media e su YouTube, dove conta decine di migliaia di iscritti e milioni di visualizzazioni.
Alberto Forchielli, imprenditore e investitore internazionale, è il primo presidente del partito. Fondatore di Mindful Capital Partners, ha lavorato per istituzioni globali come la Banca Mondiale e la BEI ed è opinionista su temi economici e geopolitici.
Matteo Ferraretto, 45 anni, manager e laureato in Filosofia, è il coordinatore regionale del Veneto. Membro di ORA! fin dagli inizi, ha contribuito a rendere il Veneto una delle regioni più attive del partito ed è parte del Consiglio Direttivo dal 2025.





