Bruxelles invasa da oltre diecimila agricoltori e un migliaio di trattori. Una mobilitazione pacifica ma determinata, in concomitanza con il Consiglio europeo, per dire no alla riforma della Politica Agricola Comune (Pac). Una riforma che, secondo le associazioni di categoria, non risponde alle esigenze delle aziende agricole e prevede tagli pesanti alle risorse.
In piazza anche gli agricoltori veneti e bellunesi di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Per Confagricoltura Belluno presente il presidente Diego Donazzolo con i vicepresidenti Enzo Guarnieri e Francesco Montagnese:
«Siamo in tantissimi a manifestare insieme agli agricoltori degli altri Paesi europei – ha detto Donazzolo –. Vogliamo una politica comunitaria che offra una visione ad ampio respiro e dia certezze alle nostre imprese. Senza progettualità, gli agricoltori rinunciano a investire. E con i costi in aumento – energia, gas, fertilizzanti, mangimi – è sempre più difficile far quadrare i conti, soprattutto se le risorse Pac verranno tagliate del 20 per cento».
Accanto a loro le imprenditrici agricole, come Chiara Dossi, presidente regionale di Confagricoltura Donna:
«Il 30% delle aziende è guidato da donne, anche grazie all’innovazione e alle nuove tecnologie. Ma la politica poco lungimirante e intrisa di burocrazia non ci aiuta. Per questo siamo qui, a chiedere un’Europa che sia al fianco degli agricoltori, e non una nemica».
Dai giovani, la richiesta di un futuro fatto di solidità e certezze. Silvia Caprara, vicepresidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura, sottolinea:
«Servono fondi specifici per investire sul settore primario, indispensabile per la società. E un budget dedicato ai giovani agricoltori, per coltivare oggi l’agricoltura di domani».
Il taglio annunciato è di 90 miliardi di euro a livello europeo, 9 miliardi per l’Italia, con una riduzione del 25% dei fondi Pac. Per il Veneto significherebbe perdere oltre 400 milioni di euro tra il 2028 e il 2032.
Coldiretti denuncia: «Così si mette a rischio la sicurezza alimentare e si favorisce l’ingresso di prodotti stranieri che non rispettano le nostre regole. Senza agricoltori non c’è cibo, senza cibo non c’è futuro», ha dichiarato Chiara Bortolas, presidente di Coldiretti Belluno.
Cia Veneto lancia l’allarme: «Senza una Pac solida il reddito agricolo crollerebbe e aumenterebbero i prezzi al consumo – spiega il presidente Gianmichele Passarini –. L’agricoltura non chiede privilegi, pretende rispetto. Non può essere derubricata alla stregua di una voce residuale del bilancio europeo».
Gli agricoltori chiedono un’Europa più vicina ai territori, meno burocrazia e risorse certe per garantire il futuro del settore primario. La contrattazione sulla Pac 2028-2032 sarà decisiva.





