La corsa ai Giochi parte da Cortina. Belluno resta ferma ai blocchi

La corsa ai Giochi parte da Cortina. Belluno resta ferma ai blocchi

Dopo settimane di indiscrezioni, mesi di incertezze, cantieri aperti e domande rimaste sospese, questa sera all’Alexander Girardi Hall è arrivata finalmente l’occasione per fare chiarezza. Il Comune di Cortina d’Ampezzo, insieme alla Fondazione Milano Cortina 2026, ha illustrato alla cittadinanza come la località vivrà i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e quali saranno gli impatti concreti sulla vita quotidiana.

L’incontro “Road to Milano Cortina 2026” si è aperto con i saluti del sindaco Gianluca Lorenzi ed è stato guidato da Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer, e Andrea Monti, Chief Communications Officer della Fondazione. Un appuntamento pensato per fornire un quadro complessivo e aggiornato su siti di gara, servizi, mobilità, cerimonie e gestione del territorio durante l’evento.

Michele Di Gallo, Cluster Manager Cortina, e Alberto Ghezze, Head of Sport Competitions, hanno illustrato l’organizzazione dei siti sportivi e il calendario delle competizioni. È stato ribadito che impianti come il Cortina Curling Olympic Stadium e il Cortina Sliding Center “Eugenio Monti” sono stati progettati anche in un’ottica di eredità post-Giochi, con una prospettiva che guarda già agli Youth Olympic Games del 2028.

Uno dei temi più attesi era la mobilità. Sandro Volpato, Andrea Scrocco, Marco Bergamini e Benedetto Gaffarini hanno spiegato il funzionamento delle Zone a Traffico Limitato, le modalità di rilascio dei pass e il potenziamento del trasporto pubblico, con navette dedicate e collegamenti ferroviari rafforzati. L’obiettivo è ridurre l’uso del mezzo privato e garantire una gestione ordinata dei flussi durante le settimane olimpiche.

Sono state fornite anche indicazioni operative: piste e impianti aperti fino al 12 gennaio; chiusura delle piste Olympia delle Tofane e Labirinti dal 12 gennaio; attivazione del perimetro di sicurezza olimpico dal 26 gennaio; comprensori Faloria/Cristallo, 5 Torri e Lagazuoi sciabili durante i Giochi; riapertura completa dell’area Tofane dal 16 marzo, al termine delle Paralimpiadi.

Un approfondimento è stato dedicato al Villaggio Olimpico e Paralimpico di Fiames, struttura temporanea progettata per accogliere atleti e delegazioni. Presentati anche il progetto educativo Gen26 e il programma School Ticketing, che assegna a Cortina 10.500 biglietti per assistere alle competizioni.

La parte finale della serata ha riguardato le cerimonie olimpiche e paralimpiche, illustrate da Christian Sante Milici, Head of Ceremonies, che ha presentato il percorso della torcia e gli eventi che accompagneranno Cortina fino alla conclusione delle Paralimpiadi.

Nel suo intervento iniziale, il sindaco Lorenzi ha sottolineato l’importanza di affrontare i Giochi con spirito costruttivo: «Parliamo di un periodo limitato, che deve essere vissuto come un’esperienza positiva per la comunità. Vivere i Giochi, non subirli: questo è l’obiettivo».

Un incontro analogo è poi andato in scena, ieri pomeriggio (17 dicembre) al teatro del Centro Giovanni XXIII di Piazza Piloni, a Belluno. Sul palco (o in collegamento video) sono saliti i protagonisti dell’organizzazione olimpica: da Giovanni Malagò a Diana Bianchedi, fino ai responsabili per Fondazione Milano Cortina di mobilità, logistica e competizioni.

L’occasione giusta, nelle intenzioni di Provincia e Comune di Belluno, per i cittadini di confrontarsi direttamente con chi sta costruendo – giorno dopo giorno – la macchina organizzativa dei Giochi. Già, peccato che tra le autorità e i giornalisti i grandi assenti fossero proprio i cittadini. Se non è stato un flop, poco ci manca. La scarsa presenza del pubblico è stata rimarcata, non senza amarezza, dallo stesso presidente della Provincia, Roberto Padrin.

Insomma, a 50 giorni dai Giochi lo spirito olimpico, evocato in ogni occasione, è ancora ben lontano dall’essere percepito.

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