Ceramica Dolomite, un anno di cassa integrazione per ripartire  

Ceramica Dolomite, un anno di cassa integrazione per ripartire  

Un anno di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione: è la strada scelta da Ceramica Dolomite per affrontare la fase delicata che coinvolge i 324 dipendenti dello stabilimento di Borgo Valbelluna. L’intesa, firmata oggi a Venezia al tavolo dell’Unità di crisi regionale, prevede rotazioni tra i lavoratori e l’avvio di percorsi di formazione per valorizzare le competenze.

Il piano industriale guarda già al 2026, con 4,3 milioni di investimenti destinati al rilancio. Restano da gestire circa 80 esuberi, per i quali si studiano soluzioni di ricollocamento e incentivi all’esodo, la cui entità sarà definita nei prossimi incontri. A vigilare sul percorso sarà un organismo paritetico, chiamato a riunirsi ogni mese per monitorare l’andamento della ristrutturazione e garantire trasparenza.

I protagonisti al tavolo

All’incontro erano presenti la Direzione Lavoro regionale, l’Unità di crisi aziendale di Veneto Lavoro, i vertici di Ceramica Dolomite con i consulenti, e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme ai rappresentanti dei lavoratori. Una trattativa intensa, che ha portato a un accordo condiviso e che segna un passaggio cruciale per il futuro dello stabilimento.

I prossimi passi

Sindacati e azienda si ritroveranno l’8 e il 9 gennaio 2026 per approfondire le questioni legate al piano industriale, già discusso anche al tavolo nazionale presso il MIMIT. Successivamente, nella seconda metà di gennaio, è previsto un nuovo confronto all’Unità di crisi regionale.

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