Non solo la Hydro di Feltre. Un altro sciopero, un’altra crisi rischia di travolgere il tessuto industriale bellunese. A Borgo Valbelluna, davanti ai cancelli della storica Ceramica Dolomite, ieri (27 novembre) i lavoratori hanno incrociato le braccia per otto ore e organizzato un presidio, chiedendo chiarezza sul piano industriale e un confronto vero con la dirigenza.
La protesta era stata decisa già il 19 novembre, durante un’assemblea seguita alle prime informazioni sul nuovo progetto elaborato dal consulente Maurizio Castro, inserito dalla proprietà nel consiglio di amministrazione. Il piano, secondo le anticipazioni, punta a contenere le perdite e riportare i conti in equilibrio entro il 2028. Ma il prezzo da pagare sarebbe altissimo: un taglio del 25% della forza lavoro, pari a circa 80 operai su un totale di 300 dipendenti equivalenti a tempo pieno.
I numeri raccontano la crisi: un fatturato di 17 milioni contro una perdita netta di 19,5 milioni. Una forbice che ha spinto la dirigenza a proporre misure drastiche, tra cui la chiusura di uno dei tre forni e l’uscita di lavoratori vicini alla pensione, con il rischio di perdere competenze preziose.
I sindacati non nascondono la loro preoccupazione. «Le aziende stanno soffrendo e il 2026 si annuncia complicato. Non possiamo accettare che le responsabilità della dirigenza vengano scaricate sui lavoratori” sottolinea Giampietro Marra, segretario generale Filctem Cgil Belluno. Anche Mauro Dalla Rosa, Femca Cisl, richiama la storia di sacrifici dei dipendenti: «In passato si sono autotassati per comprare un forno, segno di quanto credano nell’azienda. Ora chiediamo rispetto e dialogo, non imposizioni».
Il dossier Dolomite approderà il 2 dicembre all’Unità di crisi della Regione Veneto, dopo l’incontro fissato in Confindustria Belluno. L’attesa è tutta per il piano industriale che sarà presentato nei prossimi giorni: i lavoratori sperano che non sia soltanto un documento di tagli, ma un progetto capace di rilanciare davvero lo stabilimento e garantire futuro a chi, da decenni, lavora la ceramica nel cuore del Bellunese.





