Una piazza piena, un silenzio rispettoso, un Tricolore che passa di mano in mano. Belluno ha celebrato ieri (4 novembre) la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate con una cerimonia solenne in Piazza dei Martiri, cuore pulsante della città e della sua memoria.
Il 4 novembre non è solo una data sul calendario: è il giorno in cui l’Italia ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale, la firma dell’Armistizio di Villa Giusti, il completamento dell’unità nazionale. E Belluno lo ha fatto con compostezza e partecipazione, in un percorso commemorativo iniziato già il primo del mese.
Il 7° Reggimento Alpini, simbolo di un legame profondo
In prima fila, come sempre, il 7° Reggimento Alpini. Presente con il picchetto d’onore in armi, ha accompagnato ogni momento delle celebrazioni, confermando il legame indissolubile tra la comunità bellunese e le sue tradizioni militari. Accanto al Gonfalone del Comune, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, hanno preso parte il Prefetto, il Vicesindaco, il Comandante del Reggimento e numerose autorità civili e militari. Tutti uniti nel rendere omaggio ai Caduti e al valore delle Forze Armate.
Il Tricolore ai giovani: un gesto che guarda al futuro
Il momento più emozionante? La consegna della Bandiera italiana all’Istituto “Tommaso Catullo”. Il Prefetto e il Comandante del 7° Reggimento Alpini hanno affidato il Tricolore alla dirigente scolastica Violetta Anesin. Un gesto semplice, ma potente: trasmettere i valori della Patria e della Difesa alle nuove generazioni, perché la memoria non sia solo ricordo, ma responsabilità.





