Pieve di Cadore accoglie il nuovo “Snodo in quota”

Pieve di Cadore accoglie il nuovo “Snodo in quota”

Inaugurato ieri (20 maggio) lo “Snodo” di Pieve di Cadore, terza sede operativa del progetto “Snodi in Quota – Dolomiti Inclusive”, dopo quelli di Belluno, attivo dalla fine del 2024, e Agordo, aperto il 9 maggio scorso. Il servizio nasce con l’obiettivo di aiutare i cittadini a orientarsi tra le numerose opportunità e servizi, pubblici e privati, presenti sul territorio. Ascolto, accoglienza, consulenze e supporto concreto sono i pilastri di questa iniziativa, che trova spazio in via degli Alpini 39, all’interno della sede di Confartigianato Imprese. Lo Snodo sarà operativo dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.


Un nuovo punto di riferimento per il Cadore
Durante l’inaugurazione, la sindaca Sindi Manushi ha sottolineato l’importanza dello Snodo per il territorio: «Questa apertura ci restituisce speranza, specialmente in una zona segnata dalla chiusura di numerose attività e dal progressivo impoverimento dei servizi. In questo caso, si è scelto un approccio diverso, decentrando un servizio per avvicinarlo ai cittadini». Promosso dal Comune di Belluno e finanziato dalla Fondazione Cariverona, il progetto Snodi in Quota si basa sulla necessità di una distribuzione equa dei servizi su tutto il territorio. «L’iniziativa mira a garantire maggiore efficacia, equità e coerenza territoriale nell’erogazione degli interventi di welfare locale», ha spiegato Marco Dal Pont, assessore al sociale del Comune di Belluno.


Un servizio pensato per rispondere ai bisogni del territorio
Come sottolineato da Michele Dal Farra, presidente di Metàlogos, società incaricata dell’attuazione tecnica del progetto, gli Snodi non sostituiscono i servizi esistenti, ma li rafforzano e ne facilitano l’accesso. Tre sono le funzioni principali: informare, orientare e accompagnare i cittadini, creando un ponte tra la comunità e le istituzioni. Gli Snodi sono pensati per chi vive situazioni di incertezza o difficoltà nell’accesso a informazioni e servizi, pur non rientrando nel target dei tradizionali servizi sociali. Oltre all’ascolto e all’orientamento personalizzato, gli utenti possono ricevere supporto immediato per pratiche digitali e burocratiche, essere indirizzati verso servizi specialistici e ottenere aiuto nella compilazione di moduli e bandi.


Un progetto innovativo per le Dolomiti
Grazie alla collaborazione tra pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore e comunità locali, gli Snodi diventano centri di interconnessione tra risorse e servizi. Tra gli aspetti più rilevanti del progetto, emerge anche l’impegno nella riduzione del digital divide, soprattutto per gli anziani, facilitando l’accesso ai servizi online e alla creazione dello SPID.
Con il successo delle sedi di Belluno e Agordo, l’iniziativa promette di diventare un riferimento concreto per il welfare territoriale, garantendo maggiore prossimità e inclusione sociale nei 46 Comuni dell’ambito Ven 01.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto