Vuoto normativo sui negativizzati Covid: «Così il Green pass è carta straccia»

Vuoto normativo sui negativizzati Covid: «Così il Green pass è carta straccia»

Il busillis del Green pass. Difficile chiamarlo altrimenti. Perché non c’è solo il dibattito sull’obbligatorietà o meno: c’è anche un caso particolare, che però riguarda diverse persone. Quelle che hanno avuto il Covid e poi si sono vaccinate.

Per i protocolli sanitari italiani, i guariti dal Sars-Cov2 devono fare una sola dose di vaccino. Ma sul Green pass non è così. Sta succedendo anche a tanti bellunesi. In procinto di partire per le vacanze, si chiedono se il loro certificato sarà sufficiente. Perché il documento riporta la scritta “1 di 2 dosi di vaccino”, come se dovessero fare una seconda inoculazione. Seconda dose che non serve e non ci sarà.

Sulla questione è intervenuto anche il deputato Dario Bond, che si dice pronto a chiedere spiegazioni direttamente al ministro Speranza.

«Sulla carta risulterebbe che questi soggetti non hanno completato la profilassi, mentre per i protocolli sanitari sono assolutamente in regola. Ma il loro passaporto vaccinale è comunque valido per l’espatrio? E per partecipare a incontri, convegni, cerimonie?» si chiede il deputato di Forza Italia. «Non vorrei che mentre il governo si impegna in una battaglia per rendere obbligatorio il Green Pass sul modello Macron, si dimentichi che esistono delle “zone grigie”, che rischiano non solo di rendere carta straccia il certificato vaccinale, ma addirittura di rendere inutile tutta la campagna informativa pro vaccini degli ultimi mesi. Insomma, un pasticcio che va risolto quanto prima. Chiederò al ministro Speranza informazioni precise in merito».

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