Anziani a lezione di informatica. Torna il progetto delle Scuole in Rete

I ragazzi insegnano agli anziani. Nessuna rivolta generazionale: è il progetto “Giovani contro il gap digitale”, organizzato e curato dalle Scuole in Rete. Una tradizione, ormai, nel panorama estivo. Perché durante le vacanze gli studenti bellunesi si mettono a disposizione già da qualche anno delle persone più anziane. E spiegano loro come si fa a usare un computer o uno smartphone. Quest’anno, però, c’è la novità. Il coronavirus ha cambiato i piani. E quindi anche i nonni dovranno adattarsi alla didattica a distanza. In più, ci sono altre idee, che coinvolgono anche i ragazzi delle scuole medie.
Tre le attività che saranno proposte. La produzione di tutorial per anziani sull’uso degli smartphone da trasmettere sulle tv locali, sui social network e sul sito delle Scuole in rete. La cosiddetta “peer education” attraverso l’organizzazione di classi virtuali, suddivise per livello e dedicate agli studenti delle medie che a causa di difficoltà nell’uso degli strumenti informatici o per carenza degli stessi non siano stati in grado di seguire proficuamente le attività della didattica a distanza. Infine, il trashware, vale a dire il recupero e ringiovanimento di hardware dismesso dalle aziende da fornire principalmente agli studenti e alle famiglie non sufficientemente fornite di strumenti utili per la didattica a distanza. 

Gli studenti volontari saranno opportunamente coordinati e seguiti da tutor dell’associazione Amici delle Scuole in Rete. «Non sono necessarie competenze di informatica elevate - fanno sapere gli organizzatori -. Serve soprattutto la disponibilità ad adattare il proprio approccio». Tutte le informazioni sul sito www.studentibelluno.it.

 

Tavolini e panchine da materiali di recupero: Nevegallika arreda il Colle

Lo avevano detto e segnalato: mancano panchine lungo i sentieri, e cestini. Oltre alla segnalazione, però, Nevegallika è andata oltre. Ha costruito materialmente panchine e cestini. E adesso li mette a disposizione dell’amministrazione comunale perché li adoperi sul Colle. Prima della stagione estiva, ovviamente. Anzi, i volontari dell’associazione sportiva e ricreativa fanno di più: si mettono a disposizione per installare il “mobilio” da sentiero.

«Durante la quarantena abbiamo prodotto un bel numero di panchine, cestini e tavolini, tutto con materiale di recupero - spiega Paolo Garaboni, di Nevegallika -. Abbiamo utilizzato vecchi bancali e bobine in legno per cavi elettrici. L’idea sarebbe quella di destinarli al Colle, per essere utilizzati in Faverghera lungo la pista di fondo esistente da chi nei prossimi mesi deciderà di frequentare i sentieri e vorrà sedersi ad ammirare i paesaggi, riposarsi e ristorarsi in comodità.

Se il Comune o chi di competenza vorrà utilizzarli, sono a disposizione per  l’installazione da parte dei volontari».

 

Oltre trenta elaborati per il logo del Fondo Welfare, a breve il vincitore

 

Partecipazione oltre le attese: sono circa una trentina gli elaborati giunti in Provincia per il concorso di idee per il logo del Fondo Welfare e Identità Territoriale. La commissione ha aperto le buste arrivate da una decina di scuole. Nelle prossime settimane ci sarà una prima selezione dei progetti che saranno ritenuti più interessanti e in linea con le richieste del bando.

Il concorso era rivolto ai ragazzi delle scuole bellunesi (in particolare a coloro che frequentano gli ultimi tre anni delle superiori). E chiedeva di rappresentare graficamente il messaggio chiave del Fondo, con riferimenti precisi a concetti come cittadinanza attiva, solidarietà, attaccamento al territorio e identità territoriale.

«Siamo rimasti particolarmente colpiti, e stupiti di fronte alla grande partecipazione. Questo significa che i giovani bellunesi e le scuole hanno colto in pieno lo spirito del concorso di idee e anche del Fondo» commenta Francesca De Biasi, che presiede l’organismo provinciale, nato per iniziativa di Provincia, sindacati, associazioni di categoria, Diocesi, Consorzio Comuni Bim Piave, Conferenza dei sindaci, Comitato d’Intesa, Scuole in Rete e Aics, con l’obiettivo preciso di contrastare lo spopolamento della montagna bellunese. «Gli elaborati che sono arrivati sono tutti degni di nota. Presentano chiari riferimenti alla montagna e all’attaccamento al territorio, ed evidenziano un lavoro accurato e meditato. Non sarà facile scegliere tra questi il logo che rappresenterà il Fondo Welfare. Proprio per questo abbiamo deciso di procedere con una selezione di cinque elaborati, da parte del consiglio. Poi, in un secondo momento, una giuria composta da me, dal presidente della Provincia e dal direttore della Dmo Dolomiti per quanto riguarda il messaggio promozionale, selezionerà il progetto vincitore. Tutti gli elaborati però saranno oggetto di una mostra che abbiamo intenzione di organizzare nelle sale di Palazzo Piloni. Fin da ora ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, con grande entusiasmo e passione».

 

Larin Group, tutti lavoreranno da remoto: «È un modo per crescere»

 

Trasformare le difficoltà in opportunità: Larin Group lo fa da sempre. A maggior ragione, nell’epoca del Covid. 

Ecco perché, dopo aver formato il team, predisposto efficacemente lo smart working, digitalizzato il centralino e trasferito 10 tera di documenti su Cloud, l’azienda è pronta a un altro passo in avanti. 

A partire da questo mese, Larin Group diventa la prima “full remote company” della provincia di Belluno: questo significa che tutto il team lavorerà da remoto, mantenendo comunque alcuni uffici d’appoggio a Belluno, Padova, Bolzano e Milano per continuare a incontrare i clienti e organizzare appuntamenti “live” quando necessari.

«Siamo consapevoli di questa scelta audace - dichiara Marco Da Rin Zanco, Ceo di Larin Group - ma siamo fortemente convinti che per rimanere competitivi nel post Coronavirus sia necessario sganciarsi dai tradizionali schemi del passato. Le esperienze di altri Paesi, come Corea, Cina, Stati Uniti, ma anche la vicina Milano, dove da un anno siamo presenti con un ufficio, stanno tracciando la via. È una scelta pensata e studiata che crediamo porterà numerosi vantaggi: più efficienza, più organizzazione, più qualità del servizio, giusto per citarne alcuni».  

La scelta di diventare full remote company deriva anche dall’esperienza, intensa, maturata durante i mesi di picco della pandemia: gli uffici, in pieno smartworking, hanno gestito oltre 240 richieste di assistenza, con una valutazione media del servizio da parte dei clienti di 4,7 su 5 e una valutazione media sulla velocità del servizio di 4,6 su 5. 

«I primi effetti di questa scelta sono già tangibili, non solo nella soddisfazione dei clienti, ma anche nel team: da maggio sono entrati in squadra 6 nuovi sviluppatori dislocati in Spagna, Portogallo e India, che si uniscono alle altre risorse del gruppo dalla Svizzera, da Milano e da Roma. Abbracciare professionalità senza vincoli territoriali è sicuramente un modo per crescere, allargare la squadra e offrire di più ai clienti», prosegue Da Rin Zanco.

È una sfida importante, che assume ancora più valore per essere la prima esperienza di questo tipo in provincia di Belluno. Larin Group è pronto a tracciare un percorso mai affrontato prima.

 

Sport, creatività e fantasia: pronti a vivere una “Estate giocando”

 

Oltre il Covid? C’è il Centro estivo: si apre lunedì 8 la diciannovesima edizione di “Estate giocando”, targata Sportivamente Belluno.

Nato nel 2001, il progetto coinvolge ogni anno circa 60 partecipanti la settimana. E quest’anno si svolgerà alla Spes Arena di Lambioi, accanto alla piscina comunale. In questo modo, bambini e ragazzi tra i 6 e i 12 anni potranno sperimentare molteplici discipline sportive, tra le quali il nuoto, la ginnastica artistica, l’atletica leggera e molto altro. I laboratori artistici e creativi, utili a stimolare la libera espressione e la fantasia, verranno poi alternati ad attività all’aria aperta e in ambiente naturale. E per i più piccoli? Serve ancora un pizzico di pazienza. L’inizio di “Mini estate giocando”, rivolto a bambini dai 3 ai 5 anni, viene posticipato a data da definirsi. Sì, perché l’attuale normativa Covid-19 è troppo restrittiva per coinvolgere i bimbi nelle attività motorie solitamente proposte. 

Il programma di massima è disponibile sul sito www.piscinadibelluno.it, ma potrebbe subire modifiche in considerazione della procedure che verranno definite dalle autorità competenti. 

Gli istruttori, tutti laureati o laureandi in Scienze motorie, seguiranno le attività in modo da garantire il rispetto delle linee guida, mentre le iscrizioni sono aperte e si effettueranno telefonando al 340.4245173: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. In merito alla quota, verrà pagata online e le credenziali per accedere al portale saranno inviate dalla segreteria con una mail al momento dell’iscrizione. 

 

Mascherine per i prof: ecco le ragazze del corso moda dell'Iti Segato

Non chiamatele sarte. Sono vere esperte di moda, di produzioni tessili e sartoriali, con competenze di alto profilo molto apprezzate e ricercate dall’imprenditoria bellunese. E non solo, perché alcune delle diplomate al corso della sezione moda dell’Istituto Superiore Segato-Brustolon hanno spiccato il volo verso la capitale, vinto premi nazionali e aperto i loro atelier, raggiungendo il successo in uno dei settori che costituiscono il fiore all’occhiello del made in Italy. 

Ecco il profilo delle ragazze (ma anche dei ragazzi) che raggiungono il diploma di maturità in Produzioni tessili e sartoriali. Corso che anche per l’anno scolastico 2020-21 aprirà le porte a giovani desiderosi di realizzarsi in un settore economico che coniuga il senso artistico con competenze al passo con i tempi. 

Un corso altamente radicato nel territorio che ha portato negli anni a numerose manifestazioni tra cui sfilate, mostre, ricostruzioni storiche, confezione di costumi per il teatro e lo spettacolo, fino a iniziative di solidarietà come quella con Belluno Donna contro la violenza di genere.
Anche in tempi di Covid-19, le studentesse della sezione moda hanno voluto dare il loro contributo con la creazione di coloratissime mascherine per il personale scolastico. 

«Dopo la maturità - sottolinea la dirigente scolastica Ilaria Chiarusi - le diplomate potranno scegliere se proseguire con gli studi universitari o se inserirsi direttamente nel mondo del lavoro, forti delle loro competenze che spaziano dalle abilità tecnico-grafiche al fashion design, dalla progettazione di collezioni di moda all’utilizzo degli impianti di modellistica».

 

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