Scambi culturali e linguistici: si pedala in "Tandem" con il Comitato d'Intesa

 

Incontri di conversazione in lingua, gratuiti, individuali o di gruppo. Sono i “Tandem linguistici”, promossi dai volontari dell'Area Europa del Comitato d'intesa.

Mercoledì 19 febbraio, dalle 15 alle 17 nella sede del Comitato (via del Piave, 5), è prevista l'inaugurazione dell'iniziativa “Tandem”. Per l'occasione, si alzerà il sipario anche sui programmi Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà con l'obiettivo di coinvolgere giovani potenzialmente interessati a scambi culturali.

Ma in che cosa consiste l'attività? «Si tratta di conversazioni individuali o di gruppo in lingua inglese, francese o spagnola - spiega Ariela Shatku, responsabile dell'iniziativa -. Protagonisti delle conversazioni saranno i giovani volontari del progetto Corpo Europeo di Solidarietà, ora ospiti a Belluno, e provenienti da Albania, Kosovo, Spagna e Tunisia. I volontari converseranno con i presenti nella propria lingua a patto che il partecipante insegni loro a dialogare in italiano».

Dunque l'obiettivo è un supporto reciproco nelle rispettive lingue, ma non solo: c'è la possibilità pure di entrare in contatto con una nuova cultura. E con i programmi legati all'Erasmus +, talvolta sconosciuti ai giovani.

Per questioni organizzative è necessaria l'iscrizione alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Una gerla piena di fatica e coraggio: la storia delle "portatrici" bellunesi

 

Le grandi guerre hanno interessato anche una provincia, la nostra, che ha pagato un conto molto alto in termini di vite umane.

A causa della sua conformità, il territorio è stato pure avamposto militare: le trincee, ancora oggi visibili, erano teatro di scontri cruenti, specialmente nella Prima guerra mondiale.

È lontano ormai quel tempo: cent’anni. E se i nostri soldati hanno scritto una pezzo di grande storia, va aggiunto che anche le loro compagne lo hanno fatto. 

Spesso rimaste sole a casa a portare avanti la famiglia. Spesso vedove. Spesso attive in campo come le "portatrici" bellunesi: chi erano? E soprattutto cosa facevano?

Erano donne coraggiose che, con la gerla in spalla, attraversavano pendii impervi e pericolosi, per portare viveri e munizioni ai soldati al fronte o in trincea.

Partivano con un carico di 30, 40 kg, incuranti del pericolo e con l'unico obiettivo di aiutare mariti, fratelli, padri.

Spesso giovanissime, a 12 anni, avevano già la loro gerla. Molte sono quelle che persero la vita a causa del fuoco nemico.

Non solo al fronte, ma anche nella famosa linea gialla più lontana, le portatrici erano impegnate a trasportare sassi, assi di legno, sabbia. Materiale che serviva alla costruzione di forti o strade militari: le stesse che oggi percorriamo durante le escursioni in montagna.

E magari, calpestando ora quei sentieri, possiamo riflettere su quanto sudore, quanta fatica, quanto amore e quanto dolore si nascondano sotto i nostri passi.

Donne coraggiose: senza vestiti tecnici, affrontavano il freddo, la neve, la pioggia avendo ai piedi gli “scarpet” e indosso abiti presi dall'armadio del coniuge.

Comelico, Cadore, Agordino: le "portatrici" sono patrimonio di tutti.

 

"Dimettersi" dallo Stato? Ecco l'esperienza di Massimo Affro, a Cirvoi

Chi sei? Che diritti hai? Domanda facile, risposta complessa, tra le pieghe della differenza fra essere umano e cittadino. Una questione che sarà affrontata venerdì sera (14 febbraio) in un incontro-confronto organizzato da Vivaio Dolomiti. Due gli ospiti: da una parte Massimo Affro, che da anni vive come essere umano, persona umana, individuo e soggetto di diritto internazionale, creditore universale; dall’altra, Daniele Trabucco, associato di diritto costituzionale e comparato presso la Libera Accademia degli studi di Bellinzona. 

«L’obiettivo della serata è affrontare il tema dei diritti a 360 gradi, ascoltando l’esperienza di una persona che ha scelto di dimettersi da cittadino di uno Stato e di vivere senza lacci, obblighi. Di diventare libero, o meglio soggetto di diritto internazionale - fanno sapere gli organizzatori -. Durante la serata, i cittadini vittime di un sistema sempre più stressante saranno invitati a riflettere sul vero ruolo dell'essere umano nella società moderna. La discussione, infatti, permetterà di scoprire un modo diverso di vivere, applicando il diritto internazionale e mettendo a nudo le difformità della società occidentale».

L’appuntamento è per le 20.45 nella sala della cooperativa di Cirvoi. Sarà aperto un dibattito con i presenti in sala. Ingresso libero.

 

Dalla teoria alla pratica: 350 studenti coinvolti nel progetto "Sicuramente guida sicura"

 

Due giornate da non dimenticare. Due giornate per imparare. Sono quelle promosse dal Rotary Club e vissute da circa 350 studenti degli Istituti bellunesi “Calvi”, “Segato”, “Da Vinci” e “Catullo”: tutti legati al progetto “Sicuramente Guida Sicura”.

Nel piazzale della Epta Costan di Limana, il programma prevedeva la divisione dei ragazzi in gruppi: da una parte i patentati e dall’altra i non patentati, suddivisi ulteriormente in sottogruppi. I patentati hanno effettuato quattro prove di guida sicura, con altrettanti esercizi diversi, ovvero Skid (controllo della stabilità della autovettura con sterzo e controsterzo), prova di frenata, controllo di ingresso ed esecuzione delle curve, controllo della guida. A supportare gli studenti, gli istruttori di “Guida Sicura” con una serie di autovetture e le relative hostess.

I non patentati, invece, hanno potuto conoscere meglio le attività svolte da Polizia, Polizia Scientifica, Vigili del Fuoco e volontari delle autoambulanze. Senza considerare la simulazione di incidente, con relativo intervento delle forze presenti, e la messa in sicurezza della zona con l’estrazione di una donna: in particolare, il sinistro fittizio prevedeva il taglio dell’autovettura, la rottura dei cristalli e il soccorso fino al caricamento in ambulanza.

Due giornate intense, quindi, che hanno impegnato gli studenti dalle 8.30 alle 12.30: il rientro delle scolaresche è stato poi garantito dalla Dolomitibus, che ha messo a disposizione i mezzi di trasporto.

"Sicuramente Guida Sicura" è un progetto pluriennale nato per trasmettere la cultura della guida sicura ai giovani: è stato ideato, promosso e organizzato dal Rotary Club Belluno - con Feltre, Cadore Cortina e Spittal -, Cag e Ciagi di Borgo Valbelluna, oltre al pilota e istruttore professionista Andrea Fontana di Ponte nelle Alpi. 

 

Storia dell’emigrazione: accordo per formare una cinquantina di poliziotti

Un accordo nel segno della storia: lo hanno siglato il questore di Belluno, Lilia Fredella, e il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, con lo scopo di formare una cinquantina di poliziotti sulla storia dell’emigrazione italiana.

Il primo incontro, al Museo interattivo delle Migrazioni, si è tenuto martedì 11 febbraio e ha coinvolto sette agenti, seguiti dal direttore dell’Abm Marco Crepaz: un percorso di due ore in cui si sono succeduti video e dati relativi all’emigrazione di ieri e di oggi.

Di notevole interesse poi la parte relativa al lavoro in miniera, oltre alle statistiche riferite agli iscritti Aire (Anagrafe degli Italiani residenti all’estero), aumentati in questi ultimi dieci anni – a livello nazionale, regionale e provinciale – del 36 per cento. «Ringrazio il Questore di Belluno Fredella - le parole del presidente Oscar De Bona - per avere chiesto questa collaborazione. Siamo sempre più convinti che si debba parlare maggiormente della storia della nostra emigrazione. Un’emigrazione che ha portato all’estero, dall’Ottocento agli anni Settanta del Novecento, oltre 25 milioni di italiani».

 

Pierina Boranga e le Gabelli in un docufilm. In attesa della vecchia nuova scuola

 

La polvere che giaceva sulla storia e la vicenda professionale di Pierina Boranga è stata tolta. Adesso non resta che rispolverare anche il suo sistema didattico; preferibilmente nelle vecchie nuove Gabelli. È l’auspicio dell’associazione Cittadini per il recupero delle Gabelli, ma anche della dirigente scolastica: poter ripristinare non solo l’edificio, ma anche l’immenso patrimonio immateriale che le scuole di Belluno per antonomasia possiedono.

Un’operazione tutt’altro che nostalgica. Che può contare anche sul documentario “Gabelli: la scuola più bella d’Italia”. Un docufilm recentemente prodotto e già distribuito a livello locale per un primo giro di visioni, ma pronto a continuare il suo tour in giro per la provincia, anche con un lancio nella programmazione di Telebelluno (a partire da aprile).

Tra l’altro, il documentario ha contribuito non poco a togliere quella polvere che aveva ormai occupato la memoria di Pierina Boranga, perché ripercorre la vita scolastica della storica insegnante delle Gabelli, prima di passare alle interviste di ex alunni e insegnanti. In mezzo, anche alcuni frammenti dell’Istituto Luce, che permettono di vedere non solamente in foto come era la struttura originaria delle Gabelli.

Il docufilm porta la firma di Franco Fontana, ma è a tutti gli effetti un’opera collettiva, visto che la colonna sonora è della Filarmonica di Belluno 1867 (novità assoluta per il sodalizio musicale cittadino) e c’è la collaborazione attivissima dell’associazione civica che si spende per il recupero della scuola. «Con questo docufilm abbiamo potuto conoscere la figura di Pierina Boranga, ma anche creare un percorso emozionale - spiega il regista -. Penso ad esempio alla proiezione fatta in casa di riposo per le vecchie insegnanti».

Il documentario sarà proiettato al Giovanni XXIII il 13 marzo per gli studenti delle scuole bellunesi; poi il 26 marzo a Pieve d’Alpago per l’Università della terza età. Altre date tra marzo e maggio anche fuori provincia. A fine luglio “Gabelli: la scuola più bella d’Italia” parteciperà al concorso internazionale Lago Film Festival di Revine (Tv).

 

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