Sta arrivando nei consigli comunali della Valbelluna la delibera per l’ingresso della ex Ponte Servizi nella holding Bellunum. Un passaggio che l’associazione Vivaio Dolomiti guarda con forte preoccupazione, sollevando dubbi e chiedendo chiarezza sui conti e sulle responsabilità.
«Siamo sicuri di voler inserire in Bellunum una società che ha creato debiti milionari, ben più rilevanti – in proporzione – di quelli di Gsp?» si legge nella nota. Il riferimento è al sistema di raccolta porta a porta che ha portato Ponte Servizi a ricevere numerosi premi, ma che secondo l’associazione avrebbe generato un “buco di bilancio pauroso”.
Vivaio Dolomiti ricorda come già dieci anni fa avesse sollevato il problema, con documenti e interrogazioni presentati in consiglio comunale a Ponte nelle Alpi dall’allora capogruppo di minoranza Daiana Broi. Materiale che, secondo quanto riportato, era stato trasmesso anche alle procure e all’Autorità nazionale anticorruzione, all’epoca guidata da Raffaele Cantone, senza però alcun esito.
«Fosse anche solo un euro in più da pagare, noi non ci stiamo» ribadisce l’associazione, che rivendica il proprio ruolo di vigilanza civica e denuncia una gestione che avrebbe richiesto la ricapitalizzazione della società da parte del Comune. «Abbiamo fatto il nostro dovere di cittadini, confidando nelle istituzioni».
Il comunicato punta il dito anche contro la gestione dell’Unione Montana Belluno – Ponte nelle Alpi, definita “fallita” e commissariata, con indagini in corso per problematiche contabili e finanziarie. «Se oggi si condannano amministratori per trasferimenti illegittimi tra Nis e Sportivamente Belluno, perché non si usa lo stesso metro per i trasferimenti di risorse tra Unione Montana e Ponte Servizi?» si chiede Vivaio Dolomiti.
Da qui la richiesta: prima di procedere con l’operazione di inglobamento, l’associazione chiede che venga accertato e dimostrato che Ponte Servizi non porterà debiti nella holding Bellunum. E soprattutto, che vengano finalmente chiarite le responsabilità. «La situazione ha ormai del grottesco» conclude la nota.





