Via Feltre, la voce dei residenti: «Settantadue tigli abbattuti senza confronto»

Via Feltre, la voce dei residenti: «Settantadue tigli abbattuti senza confronto»

La voce dei residenti di via Feltre torna a farsi sentire. E lo fa con una lettera accorata, firmata da Maria Teresa De Cataldo, in cui si denuncia l’abbattimento «impietoso e del tutto inatteso» di 70 tigli maturi avvenuto lo scorso aprile lungo la storica arteria cittadina. Alberi che, scrive la residente, erano parte di due filari per un totale di 147 piante rigogliose, destinate a essere sostituite da 37 nuove piantumazioni nell’ambito del progetto di riqualificazione promosso dal Comune di Belluno e finanziato da un benefattore.

Secondo De Cataldo, la perdita degli alberi comprometterà la qualità della vita della zona. «Dagli alberi dipende la salute degli abitanti e delle future generazioni», si legge nella lettera. Le ondate di calore dell’estate, prosegue, hanno mostrato quanto il verde urbano sia essenziale per mitigare le temperature e assorbire l’inquinamento prodotto dal traffico, destinato ad aumentare con la riapertura delle scuole e delle attività commerciali.

Il testo è anche un racconto personale: «Ricordo quelle giornate di giugno di una decina d’anni fa quando accompagnavo mia figlia all’Istituto Sperti e ci inebriavamo del profumo dolcissimo dei tigli in fiore», scrive De Cataldo, sottolineando il valore affettivo e identitario degli alberi per chi vive o attraversa la via. La loro eliminazione, sostiene, aumenterà «il senso di alienazione e spaesamento» e priverà Belluno di un tratto paesaggistico che richiama la sua natura dolomitica.

I residenti riconoscono il degrado dei marciapiedi e le difficoltà legate ai cantieri dei sottoservizi, ma contestano la mancanza di un reale coinvolgimento della cittadinanza nel progetto. «Siamo grati al benefattore, tutti lo siamo. Ma ci aspettavamo una condivisione dell’opera con gli abitanti, non solo con i commercianti della via», si legge.

Il nodo centrale è la sostituzione degli alberi: «Un albero adulto non equivale a una giovane pianta», scrive De Cataldo, ricordando che ombra, assorbimento delle polveri, mitigazione del calore, biodiversità e qualità dello spazio pubblico non sono compensabili nell’immediato. «E se la matematica non tradisce, 147 alberi non equivalgono a 37».

La lettera richiama anche esempi internazionali, come Parigi, dove le politiche urbane stanno riportando il verde al centro della progettazione. E invita il Comune a rivedere il progetto, mantenendo i tigli sani e adottando soluzioni tecniche che permettano di integrare le radici e ridefinire gli spazi senza sacrificare il patrimonio arboreo.

«Gli alberi sono infrastrutture pubbliche», conclude la residente. «Vanno progettati, gestiti e curati con la stessa serietà con cui sono state riprogettate carreggiata, ciclopedonale e stalli. Auspico che si possa prevedere una riqualificazione migliore di via Feltre, che soddisfi tutte le categorie di utenti della strada e non solo alcune».

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