C’è un momento, nelle serate di sport, in cui il campo smette di essere soltanto un rettangolo. Diventa una piazza, una città, un pezzo di territorio. E allora non importa più se il pallone rotola sull’erba o vola sopra una rete. Conta dove atterra. E, soprattutto, per chi.
Piazza dei Martiri, per una sera, è diventata il grande campo da gioco dello sport bellunese. Da una parte la Dolomiti Bellunesi, pronta ad affrontare una nuova stagione in Serie C. Dall’altra, il Belluno Volley, che si prepara al campionato di Serie A2. Calcio e pallavolo, due mondi diversi e una stessa, simbolica maglia: quella di una provincia che si riconosce nelle proprie squadre. Una serata di presentazione, certo. Ma anche qualcosa di più: l’abbraccio collettivo della gente, dei tifosi, degli appassionati e di chi magari non frequenta abitualmente uno stadio o un palazzetto, ma sa che le squadre raccontano Belluno pure al di fuori dei suoi confini.
Due anche le voci: quella calcistica di Michele Pellegrini e pallavolistica di Nicolò Dalla Gasperina, ad accompagnare il pubblico all’interno di un evento costruito come un ideale palleggio tra le discipline. Il calcio e la pallavolo hanno persino una grammatica comune: attaccare, difendere, costruire. Cambiano gli strumenti, non la necessità di stare insieme. E poi c’è la montagna. Che, da queste parti, non è uno sfondo. È l’unità di misura di ogni sfumatura.
L’entusiasmo è deflagrato nel momento in cui sono saliti sul palco i due presidenti: Paolo De Cian per la Dolomiti Bellunesi e Sandro Da Rold per il Belluno Volley. Due società, due percorsi, due progetti che condividono la stessa ambizione: portare il nome di Belluno sempre più lontano, senza perdere il legame con la propria terra. Poi è toccato ai protagonisti sul campo. Ai giocatori che trasformano gli applausi in chilometri percorsi, palloni recuperati, muri, schiacciate, contrasti, parate, gol e punti. Il pubblico ha accolto la prima squadra dei rinoceronti, le due formazioni dolomitiche, maschile e femminile, fino alla squadra Premium, nel segno dell’inclusione. Volti nuovi e conferme, ragazzi e ragazze che hanno ricevuto dalla collettività ciò che ogni atleta ricerca, prima ancora di una vittoria: il senso di appartenenza.
Dal canto suo, il sindaco Oscar De Pellegrin ha portato il saluto del Comune capoluogo, sottolineando il valore di due realtà che rappresentano Belluno attraverso lo sport e che, con il loro percorso, contribuiscono a rafforzare identità e comunità. A rappresentare il Comune di Feltre e Sedico, invece, hanno pensato gli assessori Maurizio Zatta e Carlo De Paris. Fondamentale, inoltre, la collaborazione del Consorzio Belluno Centro storico, guidato da Santi Di Noto, mentre il dj set di Tiziano Fabris ha accompagnato musica e festa. Il resto lo hanno fatto gli applausi. Quelli spontanei. Quelli che non si programmano. Gli stessi applausi destinati ora a cambiare luogo: dalla piazza agli spalti, dal cuore della città allo stadio e al palasport. Perché, alla fine, calcio e pallavolo raccontano due modi diversi di inseguire lo stesso traguardo. Partendo, almeno per una sera, da piazza dei Martiri.





