Nemmeno la pioggia ha fermato ruspe e motoseghe. Come preannunciato, alle 8.30 di questa mattina (14 aprile) sono iniziati i lavori di riqualificazione di via Feltre, a Belluno. Sotto una pioggia battente ha preso il via il primo stralcio dell’intervento che prevede l’abbattimento di oltre 140 tigli, tra le proteste di comitati e residenti contrari alla rimozione degli alberi. I lavori di taglio proseguiranno per due giorni. Una quarantina le piante tagliate nel primo giorno di lavori.
L’avvio del cantiere è avvenuto sotto l’occhio vigile di cittadini, comitati e residenti che nelle scorse settimane – e ancora in queste ore – avevano manifestato apertamente la propria contrarietà alla rimozione del filare. Le contestazioni non si sono placate nemmeno con l’inizio dei lavori e si sono progressivamente trasformate in un confronto più ampio, che intreccia aspetti ambientali, urbanistici e politici.
Le spiegazioni del Comune: sicurezza e nuove piantumazioni
L’amministrazione comunale ribadisce che l’abbattimento rappresenta il primo passo di una riqualificazione complessiva, finanziata da un privato cittadino, e non un intervento isolato. Alla base della scelta ci sarebbero la sofferenza delle piante, cresciute in spazi vitali considerati insufficienti, e le criticità per la sicurezza, legate alle radici che nel tempo hanno sollevato marciapiedi e pavimentazioni, causando cadute e segnalazioni da parte dei pedoni. Dal Comune arriva anche la conferma che il progetto non si fermerà al taglio delle alberature: è infatti prevista una fase di ripiantumazione, con nuove essenze che avranno a disposizione spazi adeguati per crescere e svilupparsi senza danneggiare le infrastrutture.
«Dispiace anche a me che gli alberi vengano tagliati – ha ammesso il vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba, che verso le 9 si è presentato in via Feltre – ma al tempo le piante furono messe a dimora troppo vicine tra loro e oggi stanno soffrendo». Una situazione che, ha spiegato, rende inevitabile l’intervento: «Capisco che l’impatto sia forte, ma questa è l’unica soluzione per sistemare la via. Le radici stanno danneggiando i sottoservizi e compromettendo la sicurezza». Gamba ha inoltre precisato che, una volta conclusi i lavori, il filare sarà sostituito con nuovi aceri «che non creeranno problemi alla circolazione e garantiranno un assetto più adeguato per il futuro».
Le critiche e il nodo della visione urbana
Accanto alla cronaca dell’avvio dei lavori, il cantiere di via Feltre continua a essere però terreno di scontro sul piano politico e culturale. Tra le prese di posizione più nette c’è quella del segretario cittadino del Partito Democratico, Davide Noro, che collega la vicenda a una riflessione più ampia sulla visione di città. Secondo Noro, la questione non riguarda soltanto l’abbattimento degli alberi, ma il metodo con cui vengono prese decisioni che incidono profondamente sullo spazio pubblico. In particolare, viene criticata la scelta progettuale di una ciclopedonale promiscua, ritenuta l’espressione di una città ancora fortemente orientata all’auto e alla conservazione dei parcheggi lungo strada. Una soluzione che, secondo il segretario dem e altre associazioni, rischia di creare conflitti tra utenti diversi e di penalizzare le fasce più fragili, come anziani, bambini e persone con disabilità. Le perplessità si estendono anche al crescente ricorso a finanziamenti privati per la riqualificazione di spazi pubblici. Una pratica che, pur garantendo risorse importanti, solleva interrogativi sul ruolo dell’amministrazione e sulla sua capacità di orientare le scelte secondo un disegno urbano condiviso, evitando interventi percepiti come calati dall’alto.
Nel dibattito entrano infine temi strutturali come il traffico nel centro cittadino, la mancanza di una rete ciclabile realmente continua e la necessità di investire su una mobilità alternativa e sostenibile. Questioni che rendono via Feltre non solo un cantiere urbano, ma il simbolo di un confronto più ampio su che città vuole diventare Belluno.
(foto dal profilo Facebook di Belluno Attualità e Politica)





