Poche certezze sull’avvio dell’anno scolastico. Talmente poche da riversare ripercussioni pesanti sul trasporto pubblico locale.
Dolomitibus infatti assicura che dal 14 settembre le corse ritorneranno le stesse che c’erano prima del Covid. Addirittura con autobus in più, per assicurare il distanziamento sociale. Al momento però pare non serviranno. Perché gli studenti non si abbonano: solo il 10% dei nuovi abbonamenti stimati all’anno è già certo. Vale a dire 200 ticket su una media di 2mila. E gli altri? Difficile a dirsi. Ma le incertezze che gravano su scuole e famiglie potrebbero essere la causa. Difatti Dolomitibus si augura che da qui al 14 i numeri crescano.
Questo il dato emerso con forza dal tavolo trasporti, convocato ieri mattina (venerdì 4 settembre) a Palazzo Piloni. L’azienda di trasporto pubblico è pronta a riattivare il 100% delle corse con l’avvio della scuola. Anzi, il 110%, per dirla con le parole di Natalia Ranza, amministratore delegato della società. Vale a dire tutte le corse come prima della pandemia. Più altri 15 bus nel caso servano più mezzi. Perché le linee guida nazionali per il trasporto scolastico post-Covid stabiliscono un coefficiente di riempimento dei pullman non superiore all’80%. Analizzando al microscopio ogni singola corsa, Dolomitibus ha calcolato che, con una media di 18mila persone che salgono ogni giorno, potrebbero servire 15 autobus in più. Non certo un problema. «Non dovremo comprare nuovi mezzi – specifica Ranza – perché in totale ne abbiamo 217 e a pieno regime ne vengono utilizzati 144».
Il problema però c’è. E riguarda gli abbonamenti. Quelli degli studenti sono mediamente 7mila. E ogni anno Dolomitibus ne stacca 2mila di nuovi (sono quelli dei ragazzi che entrano in prima superiore e “sostituiscono” i colleghi neo diplomati a giugno). «Ad oggi, ne abbiamo solo 200 – continua Ranza -. Colpa del clima di incertezza».
Da qui l’appello alle famiglie, lanciato anche dal presidente della Provincia: «I nostri mezzi sono sicuri, non c’è alcun motivo di aver timore nel salire a bordo». Anche perché vige l’obbligo di mascherina, in vettura e anche durante l’attesa alle fermate. Su questo punto, non essendoci più i controllori e non potendo chiedere agli autisti di sobbarcarsi un’incombenza in più, si spingerà sulla responsabilità individuale, con campagne informative ad hoc. «E porterò il tema all’attenzione del prossimo comitato ordine e sicurezza – anticipa il presidente Padrin – chiedendo la collaborazione delle forze dell’ordine».
Un passaggio anche sui rimborsi Covid «Nel nostro territorio – spiega Ranza – è stata prevista la quota più alta, pari a 105 giorni per gli studenti e 71 per i lavoratori. Si tratta di voucher che possono essere usufruiti per le giornate non godute. Chi ne ha fatto richiesta potrà viaggiare gratis per 15 giorni, in attesa dell’avvenuto rimborso, semplicemente esibendo la mail che accerta l’accettazione dell’istanza».
Ma non c’è solo Dolomitibus. Il tema della ripartenza interessa anche scuole dell’infanzia, elementari e medie. «Queste fanno capo a ogni singolo Comune – evidenzia Padrin – che si occupa direttamente con mezzi propri o con affidamenti esterni del tpl». Affidamenti esterni a cui invece non sarà necessario ricorrere per il trasporto delle scuole superiori. Ranza lo ha assicurato. Sul tema è intervenuta anche Alessandra Fontana, segretaria Filt Cgil. «Laddove invece servisse incrementare le corse e Dolomitibus non riuscisse a coprirle – ha detto -, si potrà dare in subappalto al privato, ma il servizio Ncc diventerebbe in questo caso servizio pubblico a tutti gli effetti, allo stesso costo, perché rientra nel welfare a beneficio di tutti».





