Vendute le linee produttive: i compressori Acc rinasceranno in Bangladesh

Vendute le linee produttive: i compressori Acc rinasceranno in Bangladesh

L’Acc come l’araba fenice. Hanno provato ad affondarla in tutti i modi, ma la storica fabbrica di compressori per frigoriferi di Mel di Borgo Valbelluna rinascerà ancora una volta dalle sue ceneri.

Una parte (lo stabilimento e i lavoratori) sotto le nuove vesti della Sest – Luve di Limana: il 5 aprile, al Mise, la chiusura dell’accordo. Le linee produttive, i marchi e i brevetti, invece, torneranno in vita in Bangladesh. Sono stati acquistati dal gruppo Walton: un colosso da 1 miliardo di euro di fatturato e che dà lavoro a 30mila persone. Ieri mattina nel municipio di Borgo Valbelluna la firma sull’accordo di vendita da parte del commissario straordinario di Wanbao Acc, Maurizio Castro, e del 32enne proprietario e amministratore del gruppo asiatico, Golam Murshed.

Non si conosce ancora il prezzo di acquisto. Ma, per usare le parole di Castro, si tratta di una cifra «Che moltiplica la perizia di stima». Voci di corridoio parlano di oltre 5 milioni di euro. In ogni caso soldi sufficienti – assicura il commissario straordinario – ad estinguere tutti i debiti della vecchia proprietà, sia verso i dipendenti (che avanzano ancora circa 2 milioni di euro) che i fornitori.

Non si tratta di un giorno felice, ha ricordato Castro, perché sancisce la fine della produzione italiana del «Miglior compressore della storia per la refrigerazione commerciale» (Castro dixit). Una storia lunga 50 anni e oltre 180 milioni di pezzi prodotti. Ma il mitico compressore K, come detto, continuerà ad essere realizzato, nel sud est asiatico, assieme al nuovo compressore a velocità variabile. «Walton acquisterà anche i macchinari che avevamo ordinato ma che non avevamo poi mai potuto pagare», puntualizza Castro, che ricorda come «ci eravamo ritrovati qui a novembre, con la prospettiva del fallimento. Ora, invece, grazie al lavoro di tutti, possiamo dire di aver realizzato un modello virtuoso di reindustrializzazione».

Di «sconfitta per la nostra politica industriale» ha parlato il sindaco di borgo Valbelluna, Stefano Cesa, nel suo breve intervento, «per non aver saputo proteggere e tutelare in maniera decisa una componente così fondamentale della filiera del freddo». «D’altro conto non posso non esternare soddisfazione ed orgoglio – ha continuato il primo cittadino – che questo nostro prezioso know-how venga consegnato ad uno dei maggiori player internazionali della filiera del bianco, che saprà far maturare e progredire questo immenso patrimonio».

Le linee saranno smontate in tre tranche. La prima già entro aprile, per dare la possibilità a Sest Luve di cominciare nello stabilimento di Mel la produzione di scambiatori di calore per frigoriferi, la nuova vita industriale dell’ex Acc. Entro fine anno oltre 300 container partiranno dal porto di Ravenna alla volta di Dacca, la capitale del Bangladesh. Assieme a loro una trentina di operai Acc, che saranno impegnati nello smontaggio e il rimontaggio delle linee, nonché nell’affiancamento iniziale delle maestranze locali.

«Noi vogliamo crescere – il commento del Ceo di Walton, che punta entro il 2030 a diventare uno dei 5 player mondiali nel mondo dell’elettrodomestico – e per farlo sono necessarie competenze e know-how, quello che abbiamo acquisito ora attraverso Acc». Golam Murshed ha parlato dell’accordo come di «un matrimonio tra Italia e Bangladesh», assicurando di «voler sviluppare i marchi legati ad Acc», facendoli rivivere.

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