Veleno, droga, esplosivo: i cani-agenti di Belluno fiutano il pericolo e diventano un modello

Veleno, droga, esplosivo: i cani-agenti di Belluno fiutano il pericolo e diventano un modello

La Polizia Provinciale di fa scuola al resto d’Italia, grazia alla squadra cinofila. Molte zone, infatti, hanno richiesto a Belluno addestramenti specifici per costituire nuove squadre e collaborazioni in operatività.

È il caso di Novara, della Città metropolitana di Venezia; e da ultimo anche dell’Enci (ente nazionale della cinofilia italiana) e dell’Ispra (istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), che, in previsione dell’arrivo della peste suina africana, intendono utilizzare cani appositamente addestrati per ricercare le carcasse dei cinghiali e bonificare le zone di possibile diffusione della malattia. E proprio per questo guardano con interesse all’attività svolta dal nucleo cinofilo bellunese, coordinato dall’istruttore capo Daniele Comiotto, che da anni collabora strettamente con l’istituto zooprofilattico di Belluno e con il nucleo cinofilo è stato fondamentale anche nella gestione della passata epidemia di rabbia silvestre.

Le attività variano dal controllo della fauna selvatica all’antibracconaggio, fino alla ricerca di carcasse di animali morti a seguito di incidenti stradali. Fin dalla sua istituzionalizzazione, la squadra cinofila si è specializzata anche nella ricerca di armi ed esplosivi; in più, il nucleo si è arricchito di alcuni cani anti-veleno della Regione Veneto. Ad oggi, la Polizia Provinciale ha in dotazione: due cani anti-esplosivo (Emma, un pastore belga Malinois; e Randy, un flat coat retriever); un cane antidroga (Uester, pastore tedesco grigio, che ha partecipato a parecchie operazioni, favorendo anche alcuni arresti); tre cani segugi da traccia (un bavarese di nome Finn, un segugio hannoveriano di nome Rosy, e il bassotto Nat); e quattro terrier per il controllo della fauna selvatica.

Sono cani di proprietà dell’agente, per i quali la Provincia non ha spese. A questi si aggiungono i due cani anti-veleno di proprietà della Regione (Cris, pastore tedesco; e Coral, golden retriever), operativi in tutto il Nordest, che nel 2019 hanno permesso la bonifica di alcune aree in cui erano stati gettati bocconi avvelenati. 

«Grazie all’addestramento quotidiano effettuato dagli agenti della squadra cinofila, la nostra Polizia Provinciale costituisce un fiore all’occhiello, un modello che altre realtà ci invidiano – sottolinea il presidente Padrin -. Il fatto che altre istituzioni anche a livello nazionale guardino a Belluno per studiare una collaborazione è un orgoglio per il nostro ente. I nostri agenti svolgono un servizio importantissimo per l’ambiente e per i cittadini».

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