Un Parco di divieti, niente conferenze stampa al Piero Rossi

Un Parco di divieti, niente conferenze stampa al Piero Rossi

Il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi vieta. Tutto o quasi. Dopo lo stop al canyoning e al torrentismo, il divieto di pernottare nelle grotte, di aprire nuove vie ferrate, di tentare le falesie e provare esperienze speleologiche, ecco il nuovo “niet”. Non si possono tenere conferenze stampa al Centro Piero Rossi, che è sede del Parco in centro a Belluno. Di fatto sarebbe un centro culturale. Ma se non si può fare nient’altro che bere o mangiare, rimane solo il servizio bar. Qualcuno direbbe “ragionateci sopra”.

L’ultimo divieto non è scritto nero su bianco e non è stato ufficializzato in nessun modo. Ma i fatti dicono che è così. Venerdì scorso (20 maggio) il Comitato Cittadini per il recupero delle Gabelli ha invitato la stampa bellunese per una chiacchierata sull’ultima iniziativa dell’associazione, vale a dire la lettera inviata ai candidati sindaci («Cosa stiamo dando ai giovani?». L’associazione Gabelli chiede ai candidati un patto educativo territoriale). Una piccola e innocente conferenza stampa, seduti a uno dei tavolini esterni del Piero Rossi. I componenti del Comitato ordinano un caffè e qualche bicchiere d’acqua, i giornalisti si siedono e comincia la chiacchierata. Dopo qualche minuto, però (e dopo aver servito acque e caffè), gli addetti del bar chiedono se quello che stava accadendo fosse una conferenza stampa. Impossibile negare l’evidenza: i giornalisti stavano prendendo appunti e le tv locali (Telebelluno e Antenna3) stavano riprendendo con la videocamera. 

«Il Parco vieta le conferenze stampa». Poche laconiche parole. Condite da un «devo chiedervi di andarvene». Ironia della sorte, la conferenza stampa stava spiegando l’assenza di proposte in centro città che non siano bar. Un centro culturale che vieta tutto tranne ordinare da bere è la prova lampante che qualcosa non funziona. Ed è l’ennesima dimostrazione che il Parco forse sbaglia approccio. Senza scomodare il Vangelo e la massima secondo cui “il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”, viene da chiedersi se la presenza del Parco sia un vantaggio per Belluno e i bellunesi. Vietato rispondere.

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