La 24ª edizione di “Chies e le sue montagne” non è solo una rassegna: è un viaggio. Un racconto collettivo che ha attraversato sentieri, diari, memorie, scoperte. Un mese intero in cui il Comune di Chies d’Alpago si è trasformato in palcoscenico per chi ama la montagna, la sua anima e le sue sfide.
Si parte correndo, con il “Super Vertical Olimpo”: la gara podistica non competitiva che ha aperto la rassegna ai primi di ottobre. A tagliare per primi il traguardo: Enrico Bonati e Alba De Silvestro. Poi, il ritmo cambia. Si entra nel cuore delle storie. Speleologi con il diario in mano: Sandro Sorzé e Maria Giovanna Campanella dello Speleo Team Conegliano, ospiti del CAI Alpago, hanno portato in scena la speleologia come avventura e introspezione.
Soccorritori con il cuore in gola: quelli di ieri e di oggi, che hanno raccontato la storia del Soccorso alpino dell’Alpago, tra interventi pionieristici e nuove generazioni pronte a salire in quota.
Studenti in viaggio: due pullman, uno pieno di ragazzi, sono arrivati fino a Stava. «Un’esperienza che ha dato concretezza alla lezione sulla gestione del rischio idrogeologico» ha spiegato la professoressa Camuffo. Un viaggio nella memoria, tra responsabilità civica e riflessioni profonde. Inevitabile il pensiero al Vajont. Emozioni in quota: 70 persone a forcella Dolada per la Messa “Montagna meraviglia del creato”, celebrata da Don Rinaldo Ottone. Poi pranzo conviviale e musica al Rifugio Dolomieu.
Vele al vento: Antonio Sanson ha raccontato il suo giro del mondo in barca a vela, tra scuffie caraibiche, Galapagos, Polinesia e navigazioni solitarie. Un’avventura che somiglia all’arrampicata: serve equilibrio, visione e coraggio.
Prossima tappa domani (31 ottobre, ore 18, Museo di Storia Naturale di Chie). Si parlerà di Val Salatis, biodiversità e geologia, con la dottoressa Veronica Borsato e il geologo Nicola Fullin. Evento con crediti formativi per Dottori Agronomi e Forestali.





