Ulss 1, appello al vaccino: dalla mezzanotte 4.000 dosi in più a disposizione

Ulss 1, appello al vaccino: dalla mezzanotte 4.000 dosi in più a disposizione

«Non aspettate l’autunno, vaccinatevi appena possibile. Perché in montagna il freddo arriva prima e come l’anno scorso il covid circola di più». E’ un appello in piena regola quello lanciato ieri mattina in conferenza stampa dal direttore generale dell’Ulss 1, Maria Grazia Carraro. D’altra parte le occasioni per vaccinarsi non mancano. Dalla mezzanotte saranno disponibili 4.000 posti aggiuntivi nel portale dell’Ulss 1. Si tratta della quota bellunese dei 100.000 vaccini Moderna e Pfizer in più destinati al Veneto.

«Approfittatene – dichiara Carraro – perché l’anno scorso la provincia di Belluno venne colpita dalla seconda ondata prima del resto del Veneto, a causa del clima montano che spinge a chiudersi in casa e nei locali prima che altrove. Ma quest’anno abbiamo l’arma del vaccino, usiamola».

Che l’immunizzazione funzioni ormai non ci sono più dubbi. Lo dimostrano i dati epidemiologici. Nelle ultime 24 ore a Belluno si sono registrati 24 nuovi casi positivi, dei quali 19 non vaccinati. I bellunesi attualmente positivi sono 213, quelli in isolamento 600. L’incidenza settimanale, riporta il direttore generale, si attesta a 48 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Un valore comunque più basso del resto delle province venete e della media nazionale, che è di 66.

Ma a vidimare l’efficacia dei vaccini sono i dati sui ricoveri ospedalieri. «Attualmente abbiamo 8 pazienti nei reparti covid del San Martino – spiega Carraro – ma due si sono negativizzati nelle ultime ore. Dei 6 pazienti ancora positivi, 5 non sono vaccinati. E l’unica vaccinata (una donna di 38 anni, che ha già ricevuto entrambe le dosi) pur positiva, in realtà è ricoverata per altre patologie».

Il direttore dell’azienda sanitaria snocciola altri dati. Nel Bellunese hanno già ricevuto una dose di vaccino oltre 132.000 persone, il 72,7% dei residenti vaccinabili. E 114.000 hanno completato il ciclo. «Sono risultati ottimi – aggiunge il dg – nonostante un piccolo rallentamento della campagna vaccinale nel mese di luglio». Ci sono però ancora 49.700 bellunesi che non hanno ricevuto nemmeno una dose, il 27,3% del totale. E’ su di loro che si concentrano al momento gli sforzi del dipartimento di prevenzione. Ieri sera il primo appuntamento con “Vaccini sotto le stelle”, in piazza Martiri: vaccini ad accesso libero accompagnati da letture dalla Divina Commedia dantesca. Un’iniziativa che verrà replicata a Cortina, il 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, a Pedavena il giorno successivo e ad Auronzo il 16 agosto. Per finire a Feltre, il 28 agosto.

«E’ un modo per cercare di avvicinare quante più persone possibili – spiega Carraro – così come stiamo facendo in accordo con le società sportive del territorio». Il direttore generale dell’Ulss 1 ringrazia i tecnici della farmacia ospedaliera: «In questi mesi hanno fatto un lavoro enorme, oscuro ma encomiabile. E’ grazie a loro se non abbiamo mai dovuto fermare la campagna vaccinale, al di là dei giorni difficili di aprile, quando non venivano fornite le dosi promesse. Ma anche in quell’occasione la capacità di “spremere” dosi aggiuntive dalle fiale di Pfizer e Moderna ha permesso di limitare i danni».

Insomma, la campagna vaccinale è un grande sforzo collettivo. Serve l’aiuto di tutti. Invece c’è chi ancora non intende fare la sua parte. E’ il caso del piccolo esercito di operatori della sanità che finora non si è ancora vaccinato, in barba all’obbligo di legge. Sono circa 220 i dipendenti dell’Ulss 1 no -vax. Per loro il tempo è scaduto. «I primi dieci – spiega Carraro – hanno già ricevuto la lettera di diffida, con data e ora prefissate per la vaccinazione». Chi non si presenterà sarà automaticamente sospeso: «Le delibere in tal senso sono già pronte», conclude il dg.

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