Dall’inizio della Fase 2, un mese fa, Dolomitibus ha riattivato, in provincia, solo il 35% delle corse. A luglio si arriverà al 55%. Poche, pochissime, calcolando che nel resto del Veneto sono già ripartiti oltre l’85% degli autobus. Bisogna riattivare il trasporto pubblico.
Lo chiedono a gran voce i sindacati, che domani scenderanno in piazza (Piazza Duomo, ore 10, e seguente incontro col Prefetto) per il ripristino del diritto alla mobilità. «Se priviamo le persone di questo – commenta amaramente Alessandra Fontana, segretaria generale della Filt Cgil di Belluno – allora possiamo dire addio alla lotta contro lo spopolamento e possiamo chiudere la provincia». La manifestazione, organizzata da Filt Cgil di Belluno, Fit Cisl Belluno Treviso, Uil trasporti Belluno Treviso, Faisa Cisal Belluno Treviso e Rsu Dolomit bus Spa, «Non è – specificano i promotori – contro nessuno, ma a favore del territorio».
I sindacati chiedono risorse straordinarie da parte del governo e della Regione per garantire una ripresa immediata di tutto il servizio, il ritorno al lavoro per tutti gli autisti e il personale del Tpl, la salvaguardia occupazionale dei lavoratori. «Oltre l’80% dei lavoratori Dolomitibus è in cassa integrazione – snocciolano i numeri Paola Pesce (referente di Sls e rsu), e Marcello Di Tavi, (rsu Fit) – ed entro settembre oltre una decina di persone con contratto a termine verrà lasciata a casa. Ne faranno le spese i cittadini, soprattutto anziani e studenti, per i quali il servizio di trasporto è fondamentale». «Dolomitibus soffre la situazione creatasi con il coronavirus – aggiunge Bruno Deola (Cisl) – ma se non viene potenziato il servizio le persone si organizzeranno diversamente e in futuro, quando ci sarà la ripartenza, smetteranno di usufruire del trasporto pubblico, con tutte le conseguenze che ne deriveranno».
In piazza ci saranno anche le associazioni a difesa dei consumatori. Che sensibilizzeranno sul tema, a modo loro. «Abbiamo acquistato decine di euro di biglietti del servizio urbano ed extraurbano – spiega Guido Mattera (Federconsumatori) che daremo gratuitamente a chi vorrà. Invitiamo tutti ad essere presenti mercoledì. Noi facciamo la nostra parte, ora Dolomitibus e Provincia facciano la loro». «Chiediamo anche alla Regione di rimborsare gli abbonamenti non goduti», aggiungono Stefano Bellotto (Adiconsum) e Diego Pezzei (Legaconsumatori), che si chiedono anche altro. Per esempio: «Perché finora non è mai stata fatta una vera e propria campagna per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico? Occorre pensare ad un nuovo modello per incentivare la mobilità come servizio pubblico. Altrimenti, una volta che perdi questo servizio, non lo recuperi più».





