Timori sul futuro dell’elisoccorso notturno: «Belluno non sia penalizzata»

Timori sul futuro dell’elisoccorso notturno: «Belluno non sia penalizzata»

Il futuro dell’elisoccorso notturno torna al centro del dibattito politico e sanitario in provincia di Belluno. A sollevare la questione è il movimento Giovani&Futuro, che ha presentato una mozione alla Conferenza dei sindaci per chiedere alla Regione Veneto il rispetto della programmazione sanitaria approvata nel 2019, che prevedeva l’attivazione del servizio con base nel territorio bellunese.

L’iniziativa porta la firma di Thomas Menia Corbanese, sindaco di Danta di Cadore e vicepresidente nazionale del movimento, che ha chiesto di inserire il tema all’ordine del giorno della prossima seduta della Conferenza dei sindaci. Al centro della mozione c’è il richiamo alla delibera regionale del 2019 che prevedeva il potenziamento del sistema di emergenza-urgenza attraverso l’attivazione del volo notturno collegato alla centrale SUEM 118 di Pieve di Cadore.

Nonostante la realizzazione della base HEMS a Pieve di Cadore e il percorso di formazione del personale avviato negli anni successivi, il servizio non è ancora entrato pienamente in funzione. Nel frattempo, le notizie su un possibile potenziamento dell’elisoccorso a Treviso – che si starebbe dotando di mezzi e personale anche per operazioni in zone impervie – hanno alimentato il timore che il servizio possa essere dirottato fuori dalla provincia.

«La provincia di Belluno non può essere penalizzata nell’accesso ai servizi sanitari di emergenza», afferma Corbanese. «La programmazione regionale prevedeva l’attivazione dell’elisoccorso notturno con base a Pieve di Cadore, ma a distanza di anni il servizio non è ancora pienamente operativo. Con questa mozione chiediamo agli amministratori del territorio di assumere una posizione chiara per tutelare i diritti dei cittadini e garantire un servizio fondamentale per la sicurezza».

Secondo il movimento, la questione è particolarmente rilevante per un territorio montano come quello bellunese, caratterizzato da grandi distanze e da una viabilità complessa. «In un’area vasta come la nostra – aggiunge il sindaco – ridurre i tempi di intervento può fare la differenza tra la vita e la morte».

Sulla stessa linea anche il presidente nazionale di Giovani&Futuro, Luca Frescura, che sottolinea come il diritto alla salute debba essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio. «Non possiamo accettare che le aree montane o periferiche vengano progressivamente private di servizi essenziali. Continueremo a lavorare affinché la Regione assicuri un sistema di emergenza-urgenza efficiente anche nella provincia di Belluno».

Un impegno che, nelle parole dello stesso Frescura, guarda anche al futuro delle comunità di montagna. «Il nostro obiettivo è difendere questo territorio – conclude –. Vogliamo vivere in questa provincia, non limitarci a sopravvivere. Per questo chiediamo ai sindaci coraggio e determinazione nel sostenere questa proposta».

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