«Il territorio montano in cui viviamo è fragile e mostra quotidianamente i segni del cambiamento climatico, dell’abbandono, dello spopolamento. Servono quindi volontari di Protezione Civile addestrati a gestire le emergenze e i momenti di criticità che purtroppo si verificano sempre più spesso, come ci ha tristemente mostrato il disastro della Marmolada». Ad affermarlo è il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile e alla Difesa del Suolo, Mattia Gosetti, intervenendo all’ultima giornata di formazione dei capisquadra dei gruppi di volontari.
Il corso si è svolto nella base operativa della Protezione Civile provinciale, alla Cal di Limana. Quattro giornate piene di formazione, per 34 ore complessive tra teoria e pratica, coordinate dalla Provincia e dal responsabile provinciale Carlo Zampieri, con formatori della Regione Veneto. Una ventina i volontari coinvolti, che hanno provato diversi scenari di intervento, in un contesto simulato. Le squadre hanno lavorato su una ipotetica frana e in un’alluvione, operando con motopompe e con la classica realizzazione di barriere con sacchi di sabbia; poi hanno costruito un campo di accoglienza, tracciando il terreno; infine hanno provato cosa significa coordinare tutti i soccorsi, all’interno di un Coc (centro operativo comunale).
«L’obiettivo è stato quello di formare i volontari per allestire squadre in grado di operare su scenari diversi» sottolinea il consigliere Gosetti. «Ringrazio i formatori e tutti coloro che hanno partecipato a questo addestramento: la Protezione Civile svolge un compito fondamentale per la sicurezza di tutti e un territorio come il nostro non può fare a meno di volontari in gamba e ben preparati. A loro va un doveroso ringraziamento per l’impegno con cui mettono a disposizione il loro tempo e le loro energie. E un grazie anche a chi sta operando in queste ore in Marmolada, per quella che è la tragedia più grande avvenuta in territorio dolomitico negli ultimi anni».





