Il caso ormai è noto: domenica scorsa, un ragazzo di Ponte nelle Alpi, fermato e multato, ha deciso di filmare l’episodio e apostrofato col termine “trogloditi” due poliziotti, mentre il video è finito in rete. Ieri sono poi arrivate le scuse pubbliche, ma il Sap (Sindacato autonomo di Polizia) mette i puntini sulle “i”. E denuncia la «troppa strafottenza, troppa mancanza di rispetto verso chi cerca di mantenere l’ordine in un momento in cui è a rischio la salute della collettività».
A prendere posizione è il segretario generale, Stefano Paoloni: «Non posso non soffermarmi su un fenomeno di queste settimane che reputo offensivo e lesivo della dignità di ogni singolo poliziotto. Riprendere con i cellulari le fasi di un controllo di Polizia, farlo in modo sempre più provocatorio, offensivo e lesivo non solo della divisa che indossiamo, ma dello Stato che rappresentiamo, è qualcosa che deve essere subito fermato. Mettendo spesso a repentaglio la nostra salute, interveniamo col massimo del rispetto di tutti, ma non voglio continuare ad assistere a un fenomeno che si perpetra al limite del reato. Vedere colleghi presi in giro, spesso affrontati con violenza e col pieno disinteresse della divisa che indossiamo, è una cosa che deve finire».
Paoloni non ha dubbi: «Di fronte a fatti di reato come la resistenza, l’oltraggio o il rifiuto di fornire le proprie generalità, va operato il sequestro del dispositivo mobile come fonte di prova. La gente deve capire che siamo dalla stessa parte. Il nostro compito è quello di controllare che vengano rispettate le regole per il bene comune. Chi non rispetta le Forze dell’Ordine non rispetta il proprio Paese: farla franca non significa essere furbi, significa rischiare la propria salute e quella degli altri. Ed essere una piccola persona».





