Emergenza Alemagna, da Pd e Palazzo Piloni appello alle istituzioni

Emergenza Alemagna, da Pd e Palazzo Piloni appello alle istituzioni

In vista del Consiglio Provinciale straordinario convocato per oggi (29 luglio) a San Vito di Cadore, il Partito Democratico Belluno Dolomiti lancia un appello urgente per la messa in sicurezza della SS 51 di Alemagna, arteria strategica per l’accesso a Cortina d’Ampezzo, sede dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Le frane e le colate detritiche di inizio luglio tra Chiapuzza e Dogana Vecchia hanno evidenziato l’instabilità del versante della Croda Marcora, compromettendo la viabilità in un’area vitale per residenti, turisti e lavoratori. Un’analisi tecnica ha confermato il rischio concreto di nuovi eventi franosi. «Non vogliamo una passerella istituzionale – dichiara Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Pd – ma impegni veri e tempestivi. Dopo le Olimpiadi rischiamo di restare a bocca asciutta».

Il Pd ha presentato un ordine del giorno che chiede al Governo e alla Regione Veneto di individuare e finanziare, entro il 31 dicembre 2025, una soluzione progettuale definitiva. Le ipotesi sul tavolo includono un tracciato sopraelevato o una galleria paramassi tra Rio Venco e Dogana Vecchia, ritenuta più rapida ed economica. Anche “Futura – Centrosinistra Bellunese” sottolinea la gravità della situazione: «Le frane recenti non erano monitorate – spiega la consigliera Sindi Manushi –. servono infrastrutture durature, non solo visibilità momentanea».

La richiesta del Pd e del gruppo di minoranza è stata in qualche modo accolta da Palazzo Piloni: il presidente della Provincia Roberto Padrin, con il consigliere delegato Massimo Bortoluzzi, ha inviato una lettera ufficiale agli enti competenti: «Servono interventi strutturali definitivi, non più soluzioni emergenziali», si legge nella nota.

Il tratto più critico è quello sotto la Croda Marcora, ma non è l’unico: a Cancia (Borca di Cadore) una colata ha nuovamente chiuso la statale, mentre a Vodo di Cadore il Rio Rudan resta una minaccia latente. La Provincia, pur non avendo competenze dirette sulla SS51, ha installato sistemi di monitoraggio provvisori a San Vito e sta intervenendo a Cancia. Ma le risorse sono al limite: «Le casse provinciali non bastano più – sottolinea Palazzo Piloni –. Serve un piano straordinario da parte del Governo, del Ministero delle Infrastrutture, di ANAS e della Regione Veneto».

L’appello è chiaro: servono fondi certi e immediati per completare i sistemi di allerta, ripristinare le opere a Cancia e finanziare le grandi infrastrutture necessarie per garantire la piena agibilità della SS51 e il futuro della Valle del Boite.
Un ringraziamento va al Dipartimento nazionale di Protezione Civile, che ha effettuato un sopralluogo con il capo dipartimento Fabrizio Curcio e il professor Nicola Casagli. Ma ora, conclude la Provincia, «È il momento di passare dalle parole ai fatti».

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