Il futuro dell’abbigliamento sportivo tecnico parla la lingua della sostenibilità e dell’innovazione. Ha preso ufficialmente il via il progetto europeo bioRevolut, iniziativa transfrontaliera nata per imprimere un’ulteriore spinta all’ecosistema alpino verso modelli di economia circolare. Il sipario si è alzato a Dornbirn, storica città austriaca che ha legato il suo sviluppo industriale mondiale proprio al settore tessile, dove il Research Institute of Textile Chemistry and Textile Physics dell’Università di Innsbruck (coordinatore di progetto) ha ospitato il kick-off meeting che ha dato il via all’intenso percorso biennale di ricerca, sperimentazione e test che promette di ridefinire gli standard dell’abbigliamento outdoor ad alte prestazioni.
Modelli “green” in alternativa ai derivati del petrolio
L’obiettivo di bioRevolut, co-finanziato dal programma Interreg Italia-Austria 2021-2027, punta a un traguardo di forte impatto ecologico: individuare modelli regionali replicabili per valorizzare la biomassa lignocellulosica (come scarti agricoli, residui forestali e sottoprodotti industriali) e trasformarla in prodotti ad alto valore aggiunto, offrendo una reale alternativa verde ai derivati del petrolio. La ricerca scientifica vedrà impegnati l’Università di Innsbruck, il Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine e la Libera Università di Bolzano nelle complesse attività di caratterizzazione, processamento e valorizzazione delle biomasse, la Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG nel coordinamento della comunicazione e nella diffusione dei risultati sul territorio, mentre il ruolo di CertotticaGroup sarà centrale nella fase cruciale di sperimentazione e applicazione pratica delle innovazioni emerse dalla ricerca.
La sfida tecnologica: fibre naturali contro fibre fossili
Oggi l’abbigliamento tecnico per lo sport si affida prevalentemente a materiali sintetici di origine fossile, caratterizzati da eccezionali proprietà in termini di leggerezza, elasticità, traspirabilità e idrorepellenza. bioRevolut si concentrerà sull’utilizzo di tessuti in fibra di canapa e di lino destinati a indumenti intimi sportivi e mid layer (tutti quegli strati intermedi che si posizionano tra l’intimo e lo strato protettivo esterno). Per conferire a queste matrici naturali le necessarie proprietà idrorepellenti, il filato verrà funzionalizzato a Innsbruck con la lignina, una sostanza biologica estratta dagli scarti vegetali. L’orizzonte finale è ambizioso: assicurare agli atleti le medesime risposte tecniche dei capi tradizionali, garantendo però una filiera sostenibile, un minore impatto sull’ambiente e una maggiore riciclabilità a fine vita.
Il ruolo di CertotticaGroup
Come verificare l’effettiva validità prestazionale dei “nuovi” capi di abbigliamento? Ecco il ruolo decisivo di CertotticaGroup, che con un solido patrimonio di competenze e grazie ai propri laboratori accreditati per la certificazione di dispositivi di protezione e attrezzature sportive, supervisionerà e coordinerà la produzione fisica dei tessuti con le fibre funzionalizzate, coinvolgendo direttamente le eccellenze industriali della filiera nazionale. Si partirà da una mappatura tecnica dei tessuti outdoor oggi presenti sul mercato, che fungeranno da vero e proprio benchmark di riferimento: «In questo progetto guideremo la validazione e l’analisi fisico-meccanica dei nuovi tessuti funzionalizzati, eseguendo una rigorosa caratterizzazione sui prototipi realizzati per valutare se le loro prestazioni sono alla pari dell’abbigliamento target attualmente presente sul mercato. – spiega Nicola Perotto, Research and Innovation Manager di CertotticaGroup – Il confronto diretto con i dati dei capi prodotti con fibre di origine fossile, che fungeranno da punto di riferimento, ci permetterà di validare scientificamente l’efficacia dell’utilizzo delle fibre naturali trattate con lignina. L’obiettivo è dimostrare concretamente alle aziende dello Sportsystem che la massima performance sportiva oggi può viaggiare di pari passo con una profonda responsabilità ambientale».
«La partecipazione a bioRevolut – aggiunge Corrado Facco, Amministratore Delegato di CertotticaGroup – dimostra ancora una volta come CertotticaGroup si sia ormai affermata come Competence Hub a livello internazionale, capace di applicare il proprio rigoroso metodo scientifico e il suo know-how d’eccellenza anche a sfide tecnologiche di frontiera che si estendono oltre i confini consolidati del nostro core business, partecipando e sviluppando attivamente a progetti di ricerca come questo, che potranno essere in grado di generare risultati davvero innovativi a vantaggio di un’ulteriore implementazione delle soluzioni green per un’intera filiera produttiva, quella dello SportSystem, operando tra l’altro sullo sportwear tecnico ad alte prestazioni, quindi sull’eccellenza».





