I 20 milioni annunciati dalla Regione Veneto per contenere l’aumento delle rette delle case di riposo sono un segnale positivo, ma non bastano. Ne sono convinti i vertici della Cisl Belluno Treviso, che chiedono di accelerare sulla monetizzazione dei canoni idroelettrici per garantire un sostegno più concreto alle strutture e alle famiglie del territorio.
A intervenire sono il reggente della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini, e Marj Pallaro, componente del Comitato di reggenza, che accolgono con favore lo stanziamento previsto nella manovra regionale 2027 ma evidenziano come il problema delle rette resti particolarmente pesante in una provincia caratterizzata da invecchiamento della popolazione e spopolamento. «Accogliamo positivamente le risorse che la Regione intende destinare alle case di riposo per evitare che l’aumento dei costi di gestione si traduca in un ulteriore aggravio economico per le famiglie e per gli anziani», spiegano i due sindacalisti. «Tuttavia questi fondi non sono sufficienti a scongiurare completamente gli aumenti delle rette».
Secondo la Cisl, il Bellunese vive una situazione particolarmente delicata: oltre al progressivo aumento della popolazione anziana, le strutture si trovano a fare i conti con la carenza di personale assistenziale e con costi di gestione sempre più elevati. Da qui la richiesta di accelerare l’iter per rendere disponibili alla Provincia le risorse derivanti dalla monetizzazione dell’energia idroelettrica. «La normativa regionale prevede già che una quota di questi fondi venga destinata alle strutture per anziani», ricordano Paglini e Pallaro. «È necessario completare rapidamente le procedure affinché queste risorse possano arrivare sul territorio e contribuire concretamente a contenere gli aumenti delle rette».





