«E se provassimo a far incontrare l’offerta di lavoro del territorio con le esigenze professionali dei giovani andati all’estero in cerca di “fortuna”?». Detto fatto. Il Fondo Welfare, insieme ai Bellunesi nel Mondo e Consorzio Bim Piave, ha messo in piedi un progetto concreto. Anti-spopolamento e pro-ritorno. Una bacheca di annunci finalizzata a recuperare i “cervelli in fuga”. Un esperimento mai tentato prima in Italia e social. Perché si basa sul social di Abm, Bellunoradici.net.
PROBLEMA LAVORO
Il punto di partenza è il questionario lanciato dal Fondo Welfare qualche mese fa sull’identità bellunese. I dati emersi sono piuttosto disarmanti: la metà di chi ha risposto non si vede più a Belluno tra dieci anni. E tra chi attualmente risiede fuori provincia (per lavoro o altri motivi) solo in pochissimi dichiarano di avere intenzione di tornare. Motivo? Il lavoro, che non viene ritenuto troppo appetibile tra le Dolomiti. Mentre tra i motivi per tornare (o restare) ci sono il paesaggio, la sicurezza, lo stile di vita… insomma, una sfilza di motivi.
COME FUNZIONA?
Il progetto “Sportello del rientro” agisce proprio sul problema del lavoro. E incrocia le offerte professionali con le disponibilità dei bellunesi residenti all’estero (o fuori provincia).
«Bellunesi nel Mondo da 10 anni ha creato la community Bellunoradici.net. Al momento abbiamo 1.022 iscritti, da 69 Paesi del mondo; sono rappresentate 50 aree professionali e diverse tipologie di lauree» spiega Marco Crepaz, direttore di Abm. «Lo sportello sarà online e costituirà un’integrazione del social Bellunoradici.net. Sarà disponibile entro metà di dicembre. In questo modo, raggrupperemo l’emigrazione del passato con quella attuale, con l’obiettivo di far rientrare i cervelli in fuga e proporre offerte di lavoro appetibili. In più, vogliamo creare un gruppo di ambasciatori bellunesi all’estero che possa rendere attrattivo il territorio della provincia per persone che siano interessate a investire qui».

Di fatto, lo “Sportello del rientro” sarà una bacheca virtuale facilmente consultabile. Una sorta di LinkedIn bellunese, su cui le aziende possono pubblicare offerte di lavoro. Funzionerà come un social, con notifiche e post.
GLI ESEMPI
«Vogliamo contrastare concretamente lo spopolamento» spiega la presidente del Fondo Welfare, Francesca De Biasi. «Abbiamo raccolto le esperienze di alcuni bellunesi all’estero e abbiamo registrato che anche solo capire quali sono i posti di lavoro o i concorsi aperti è un’operazione complicatissima. Quindi coordinare e dare uno strumento di questo tipo può essere la strategia vincente».
In effetti, prima ancora dell’avvio dello sportello c’è già chi è rientrato. È il caso di Cinzia Rizzo, esperta di strategie commerciali rientrata da Barcellona. E di Debora Cian, medico cardiologo, che dopo anni di lavoro lontano dall’Italia è tornata a rinforzare le file dell’ospedale di Belluno.





