Sindacati e lavoratori in presidio per la Edim, 40 esuberi annunciati

Sindacati e lavoratori in presidio per la Edim, 40 esuberi annunciati

Sciopero e presidio, ieri (26 novembre) davanti alla Edim di Quero. I lavoratori hanno messo in atto la loro protesta, dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento da parte del gruppo Bosch.

Al presidio hanno partecipato le sigle sindacali dei metalmeccanici, che chiedono alla proprietà aziendale di fare un passo indietro. Folta la presenza delle istituzioni locali, a partire dal Comune di Setteville con il sindaco Bruno Zanolla, e dalla Provincia.

«Quando un gruppo multinazionale prende decisioni senza considerare i territori in cui opera e lavora, questi sono i risultati. Esprimo solidarietà forte e piena ai lavoratori e alle loro famiglie. La Provincia è con loro» ha scritto il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin. Al presidio la Provincia, data la concomitanza con la conferenza enti locali presieduta dal presidente Padrin, ha partecipato con la consigliera Matilde Vieceli, che ha espresso la solidarietà dell’amministrazione provinciale e ha portato la propria esperienza personale, in particolare di quando si trovò – nel 1996 – a perdere il posto di lavoro.

«La squadra provinciale, rappresentata dalla consigliera Vieceli, è vicina alle lavoratrici e ai lavoratori della Edim. Non possiamo non pensare che queste vicende, assolutamente da condannare in quanto mostrano un mercato spietato che non tiene conto dei contesti territoriali in cui operano gli stabilimenti, contribuiscono a creare dinamiche di spopolamento della montagna. Da parte mia ho già contattato la Struttura Crisi di Impresa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e ho chiesto di essere informato su tutti gli sviluppi del caso. Tutelare non solo i singoli posti di lavori, ma il lavoro in generale, è una delle priorità per il territorio provinciale, per le comunità locali, e decisamente anche per l’amministrazione provinciale».

Oltre allo stabilimento Edim di Setteville, rischia la stessa sorte il sito gemello di Villasanta, in provincia di Monza Brianza, dove la multinazionale tedesca ha annunciato la volontà di procedere al licenziamento di 120 lavoratori. Un primo confronto tra sindacati e proprietà si terrà martedì 3 dicembre a Feltre: sarà uno snodo cruciale per capire se ci saranno margini di trattativa. “Chiederemo il dietrofront rispetto al progetto di vendita e ridimensionamento, e un progetto di rilancio”, assicurano i sindacati, che ricordano: “Nel 2017 Bosch acquisì i due stabilimenti ex – Albertini promettendo grandi investimenti. Finora di quelle promesse non si è visto nulla. Di sicuro noi non faremo richieste al ribasso”.

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