Sarà una notte di lavori importanti quella di martedì 24 marzo per l’acquedotto della Val Clusa, la dorsale più estesa della provincia di Belluno. Servizi Integrati Bellunesi interverrà sulle camere di manovra di La Muda e La Stanga, nel Comune di Sedico, per un intervento di rifacimento e potenziamento che richiederà la sospensione dell’acqua in numerose zone del territorio. L’operazione è parte del progetto di modernizzazione della rete che collega La Valle Agordina a Valdobbiadene, una dorsale che si sviluppa per oltre 130 chilometri, serve una cinquantina di impianti tra serbatoi e pompe e garantisce l’approvvigionamento a più di 50mila residenti.
Squadre al lavoro e sospensione dell’acqua
Per completare le attività nel minor tempo possibile, SIB metterà in campo sei squadre tecniche. Due saranno impegnate nei cantieri principali, supportate dalle imprese Idrogas e Da Canal, mentre le altre quattro presidieranno i punti idraulici più sensibili della dorsale. Gli scavi e le predisposizioni necessarie verranno completati nei giorni precedenti. I lavori inizieranno alle 19, ma la sospensione della fornitura scatterà dalle 21 alle 6 del mattino successivo (o comunque fino al termine delle operazioni). Il blocco riguarderà solo alcune aree. A Belluno resteranno senz’acqua il centro cittadino, la stazione, la parte storica e zone come Borgo Piave, Lambioi, Mussoi, Vezzano, Fisterre, Cavarzano, Sala, Pedeserva, San Liberale, Col Fiorito, Cusighe, San Pietro in Campo, Nogarè, Baldenich e Veneggia. A queste si aggiungono le vie Feltre, San Lorenzo, Travazzoi e Vittorio Veneto, comprese le laterali. La sospensione interesserà tutto il Comune di Sedico tranne Barp; a Sospirolo coinvolgerà Masiere, Gron e Belvedere; a Limana l’interruzione riguarderà l’intero territorio comunale, esclusi via Pertini, Cros, Navenze, Laste, Valmorel, Pizzera e San Pietro in Tuba. Nel Comune di Borgo Valbelluna, Trichiana sarà completamente interessata, con eccezione delle zone più periferiche, mentre a Mel l’erogazione sarà sospesa in tutta la frazione tranne alcune località collinari. Sul sito di SIB è disponibile la mappa dettagliata delle aree coinvolte.
Continuità per ospedale e strutture sensibili
Le manovre tecniche predisposte da SIB garantiranno la continuità del servizio in alcuni punti vitali, tra cui l’ospedale di Belluno, la casa di riposo di Limana e tutta l’area di Lentiai. Le strutture di Cavarzano e Mel verranno invece rifornite tramite sistemi alternativi di accumulo già predisposti. Anche dopo la riapertura dell’acqua, durante la giornata del 25 marzo potrebbero verificarsi torbidità, cali di pressione o piccole interruzioni localizzate, complice l’estensione della rete e il suo complesso equilibrio idraulico. I lavori proseguiranno anche il 26 marzo, ma senza ulteriori sospensioni della fornitura.
Cosa prevede l’intervento
Nel corso delle tre giornate verranno installati nuovi misuratori di portata e pressione per rilevazioni in continuo, una valvola a fuso per regolare i prelievi dalla sorgente Val Vescovà, e strumentazioni elettroniche che miglioreranno l’efficienza del sistema di rilancio. Sarà inoltre collocato un ponte radio che metterà in comunicazione le camere di manovra con i nodi idraulici principali e verranno posizionati misuratori mobili di pressione per analizzare il comportamento della rete in condizioni straordinarie. Si tratta di uno dei tasselli del maxi-progetto da 25,6 milioni di euro per digitalizzare la rete idrica bellunese e ridurre le perdite.
Sommavilla: “Intervento delicato, ma strategico”
«Intervenire su un sistema così esteso e complesso è un’operazione estremamente delicata», spiega il presidente di SIB Attilio Sommavilla. «Per questo lavoriamo in orario notturno e con più squadre, così da limitare i disagi ai cittadini e alle attività economiche». Sommavilla sottolinea che l’intervento porterà benefici significativi: «Non si tratta solo di sostituire apparecchiature obsolete, ma di creare le condizioni per ridurre il tasso di perdita idrica, grazie a strumenti digitali che ci permetteranno misure più puntuali e una gestione più efficiente dei prelievi». Un lavoro che, conclude, «fa capire la complessità della lotta alle dispersioni: la riparazione delle condotte è solo l’ultimo passo di un percorso che parte dall’analisi, dallo studio e dal monitoraggio dei dati».
La mappa delle chiusure:





