Intervento notturno per il Soccorso alpino della Val di Zoldo.
Una coppia di alpinisti, infatti, aveva perso il sentiero rientrando dalla Moiazza. E il loro cellulare era ormai scarico. Così, due soccorritori hanno raggiunto il Passo Duran per valutare la situazione, mentre altri due sono saliti sullo Spiz Zuel per scorgere eventuali luci in movimento. La seconda squadra ha quindi notato il fascio di una piccola frontale in zona Croda Spiza e i soccorritori si sono incamminati vedo la Torre Jolanda per verificare se si trattasse degli alpinisti.
Erano loro, in mezzo ai mughi.
La coppia, M.C., 54 anni, lui, F.P., 48 anni, lei, di Bassano del Grappa (Vicenza), aveva scalato la Via Benvegnù alla Pala della Gigia, con la donna alle prime armi. Probabilmente si erano attardati e, nella discesa, avevano riscontrato problemi, a causa della neve nel canalone.
I bassanesi sono stati poi guidati sul sentiero e, in seguito, al Passo Duran. L’intervento si è concluso attorno a mezzanotte. È stato il primo di una lunga serie, in una domenica che doveva essere “di quarantena” o quasi, e invece si è trasformata nell’occasione (forse l’ultima) di un giro in montagna.
Il secondo intervento a tarda mattinata, sempre sulla Moiazza, dove alcuni escursionisti avevano visto volare due persone dalla Via Benvegnù alla Pala della Gigia. I due rocciatori erano caduti per una decina di metri: un ragazzo era incolume, mentre una ragazza, L.C., 30 anni, di Conegliano, aveva riportato possibili traumi ed è stata recuperata dall’elicottero.
Attorno alle 15 il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato attivato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due, un trentaquattrenne e una ventisettenne di Montebelluna, erano partiti dal Rifugio Città di Fiume, avevano percorso il sentiero Flaibani e, pur senza ramponi, erano arrivati in cima alla Val d’Arcia. Al momento di rientrare, però, erano arrivati in un punto totalmente ghiacciato e si erano bloccati vicino a un masso. Risaliti alla loro posizione grazie alle coordinate del luogo, i soccorritori li hanno individuati e raggiunti. Hanno dotato ciascuno dei due di ramponi, li hanno imbragati e assicurati con la corda per farli scendere di una cinquantina di metri e tornare sul terreno privo di neve.
Alle 15.20 invece la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di Belluno per un escursionista che si era fatto male lungo il sentiero numero 509, che da Casera Ronch scende al Rifugio Col di Roanza. L’uomo, che si trovava con un amico, era scivolato in un tratto molto ripido a 980 metri di altitudine, riportando la sospetta frattura di una caviglia. Otto soccorritori si sono avvicinati con due jeep per poi salire a piedi una quarantina di minuti. Una volta da lui, gli hanno prestato prima assistenza e hanno liberato la zona dai cespugli per favorire l’intervento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L’infortunato, un uomo di Spinea, è stato issato a bordo e trasportato all’ospedale di Belluno.





