Segherie, fucine e Giulio Cesare: la Storia scorre lungo il Cordevole

Segherie, fucine e Giulio Cesare: la Storia scorre lungo il Cordevole

 

I nostri fiumi Cordevole e Piave sono testimoni di storia degli Zattieri, di battaglie che si sono succedute nel tempo. E di lavoro: tanto.
Vogliamo oggi porre lo sguardo sulle segherie e l’importanza che queste avevano per la vita del territorio.
Una delle più importanti – ma non l’unica – si trovava lungo la sponda sinistra del Cordevole, in località Meli a Sedico.
Era una realtà produttiva nata inizialmente con l’avvento degli “Zater”, per poi diventare la struttura produttiva più evoluta della zona già dal 1820.
Vari furono i proprietari fino ad arrivare alla famiglia Tognetti, che nel 1927 costituì la Società Val Cordevole: moderno stabilimento dotato di magazzini, segheria, officine, impianti di essiccazione e turbine collegate alla vecchia roggia.
Una vera miniera d’oro per le famiglie che trovavano occupazione qui.
Grazie all’acqua del Cordevole e a un piccolo alimentatore si produceva energia idroelettrica. Al giorno d’oggi si direbbe impatto ambientale zero ed ecosostenibile.
Poi, con la Seconda guerra mondiale e i bombardamenti, gli operai riuscirono a salvare le macchine e, dal 1946, i Tognetti ripresero la produzione. A pieno regime, fino agli anni Settanta.
A quel punto, il continuo sfruttamento dal Cordevole rese necessario il prelievo d’acqua dal vicino lago del Mis.
Accanto alla segheria, inoltre, esisteva una falegnameria che lavorava gli scarti di legno.
Niente veniva buttato. 
Alla lunga, però, la produzione cominciò a diminuire, fino a cessare completamente nel 1980.
 
CURIOSITÀ
Accanto alla segheria dei Meli e sempre grazie al Cordevole, una ricca realtà era quella delle fucine a Bribanet: vicino alla chiesetta di San Nicolò e sede dei primi fabbri della famiglia Buzzatti.
Nel 1871 ben tre fucine erano esistenti. Il nome Meli sembra derivi proprio dalla produzione di mele che questa famiglia aveva nella zona.
Seghe di Villa, invece, proviene proprio dalle quattro seghe che davano lavoro all’epoca agli abitanti del luogo. 
E Sedico? Prende il suo nome da una leggendaria storia di Giulio Cesare. Il quale, arrivato sul Cordubium (Cordevole) e vedendo le acque scure e tumultuose, indeciso sul da farsi pare avesse esclamato: «Cor dubium habeo». Da qui, Cordevole.
E aggiunse «Sedius hic», perché aveva paura di guadare il fiume con il suo seguito di cavalli. Così, si sedette sulla riva, dando il nome a Sedico.
Vi è piaciuta?
Se sì, alla prossima… leggenda in quota!

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