«Vivere a Belluno centro sta diventando sempre meno attraente. E l’amministrazione non fa niente per dare una mano ai commercianti». Il nodo? I parcheggi. Le minoranze a Palazzo Rosso attaccano. Senza se e senza ma. Perché la questione degli stalli di sosta non è certo nuova. Belluno è di tutti l’aveva sollevata mesi fa. E adesso torna alla carica.
«Come hanno evidenziato il Consorzio Centro Storico e Ascom, sono quasi inesistenti e comunque ben nascosti alla vista gli stalli bianchi, collocati sopratutto in periferia e, “sembra”, a ridosso dei centri commerciali. Sembra, perché la loro attuale disposizione rimane avvolta nel mistero e non è facile nemmeno per noi consiglieri comunali ottenere informazioni più complete» afferma Roberta Olivotto, consigliera di Belluno è di tutti. «La cosa ci meraviglia perché si tratta di un’informazione che dovrebbe essere già disponibile, senza la necessità di fare ricerche, e già ben nota agli amministratori, perché altrimenti non si spiega come possano avere fino a ora operato scelte consapevoli. Chiediamo più chiarezza, una redistribuzione adeguata degli stalli gialli e bianchi e più attenzione alle attività economiche per le quali non sono previste agevolazioni di nessun tipo».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Lega. «I controlli sono corretti e le multe anche – commenta il consigliere Marzio Sovilla -, ma non possono essere l’unica misura messa in atto per controllare e ordinare la sosta dei mezzi in centro. Mancano idee e progetti innovativi che sappiano coniugare il rilancio del centro storico con la comodità per i cittadini di parcheggiare. Le persone vanno incentivate a consumare e ad acquistare nella nostra città, per questo andrebbe previsto il posteggio gratuito a chi presenta uno scontrino dai 10 euro in su. Non solo, anche prevedere abbonamenti annuali a prezzi modici per tutti sarebbe utile; parlo della possibilità di sostare in certe zone del centro a fronte del pagamento di 50 euro l’anno, sicuramente sarebbe una spinta a frequentare di più i negozi e i servizi delle piazze».





