«Di fronte a quanto sta accadendo a Gaza, con l’ennesima sanguinosa operazione militare di Israele, è urgente una risposta forte e radicata del mondo del lavoro». Con queste parole, la Cgil annuncia la mobilitazione generale per domani (19 settembre) proclamando quattro ore di sciopero a fine turno nel settore privato anche a Belluno.
La confederazione parla apertamente di «Genocidio perpetrato da Israele nei confronti del popolo palestinese» e chiede che venga «fermato ogni intervento militare nella Striscia, garantiti corridoi umanitari, messa in sicurezza la popolazione civile e sostenute tutte le missioni umanitarie in corso, compresa la Global Sumud Flotilla».
La Cgil chiede inoltre che «Venga sospeso ogni accordo di cooperazione commerciale e militare con Israele, finché non si fermi la guerra a Gaza e l’occupazione della Cisgiordania». E aggiunge: «È necessario mettere in campo azioni concrete per rimuovere l’embargo umanitario e riconoscere lo Stato di Palestina».
L’appello è rivolto ai governi e alle istituzioni internazionali, affinché «Si adoperino immediatamente per fermare ciò che sta accadendo, fino ad arrivare alla convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida dell’ONU». In questo contesto, la CGIL Belluno invita «Lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, studentesse e studenti e tutta la comunità bellunese» a partecipare a un momento di solidarietà collettiva con Gaza City, che si terrà sempre domani (19 settembre) alle ore 17.30, di fronte alla Prefettura di Belluno, in piazza Duomo.
Al presidio hanno già aderito, oltre a Cgil Belluno, Fiom Belluno e Spi Cgil, anche Acli, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Pace e Disarmo, Partito Democratico Belluno Dolomiti, Emergency, Libera, Rifondazione Comunista, Insieme per Belluno e Anpi. «Proseguiremo il nostro impegno per la pace, in Palestina come in Ucraina, e contro tutte le guerre», conclude il sindacato.





