Schianto in bicicletta tornando dal lavoro: morto sudanese di 34 anni

Schianto in bicicletta tornando dal lavoro: morto sudanese di 34 anni

Stava rientrando a casa dal lavoro quando ha perso la vita. È morto così Mukhtar Dowh, 34 anni, di origini sudanesi, rimasto vittima di un tragico incidente in bicicletta nelle prime ore di domenica, a Borgo Prà, a Belluno. L’uomo si è schiantato contro il muro di un’abitazione lungo la discesa di via Sant’Antonio, tra le 2.30 e le 3 del mattino. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo: fatali i traumi riportati, soprattutto alla testa.

Mukhtar stava tornando a Limana, dove era ospitato in una struttura del Ceis, dopo aver lavorato come scaffalista notturno al supermercato Emisfero al Centro commerciale Veneggia di via Vittorio Veneto. Si spostava abitualmente in bicicletta e quella notte aveva scelto via Sant’Antonio, una strada stretta e ripida che scende verso Borgo Prà. L’incidente è avvenuto a pochi metri dalla piazzetta del borgo, all’altezza dell’incrocio con via San Giuseppe. La dinamica resta da chiarire.

A trovare il corpo sono stati due ragazzi che stavano rincasando dopo una serata passata fuori. Sotto choc, sono scesi fino a Borgo Prà dove hanno incontrato altre persone e chiesto di chiamare i soccorsi. Sul posto sono intervenuti il Suem 118 e la polizia, ma per il 34enne non c’era ormai più nulla da fare. Al momento dell’incidente la strada era verosimilmente al buio, per lo spegnimento notturno dei lampioni. Gli agenti stanno ora effettuando gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica. Mukhtar era fuggito dalla guerra in Sudan e a Belluno aveva trovato un lavoro e una nuova possibilità di vita. La sua morte lascia un profondo vuoto tra colleghi e conoscenti.

Le reazioni sindacali: Fiom e Filcams

Fiom Cgil e Filcams Cgil parlano apertamente di “zona grigia” degli infortuni in itinere, quelli che colpiscono chi lavora di notte, con contratti fragili e spostamenti spesso affidati a bici o monopattini. «Non è una fatalità» sostengono, ricordando come strade buie, trasporti insufficienti e mancanza di tutele pesino soprattutto sui lavoratori migranti.

Una posizione condivisa anche da Filcams Cgil Belluno e Fisascat Cisl Belluno Treviso. I segretari Alberto Chiesura e Patrizia Manca definiscono la morte di Mukhtar «un infortunio mortale in itinere, l’ennesima morte sul lavoro». Ricordano che il settore degli scaffalisti in appalto è composto in larga parte da lavoratori stranieri, impiegati esclusivamente di notte, spesso con cambi di appalto frequenti e condizioni che richiedono controlli più rigorosi su straordinari, riposi e sicurezza. «Questi sono gli invisibili» affermano, «migranti che lavorano di notte, che si spostano in bici perché non possono permettersi un’auto e attraversano strade buie e dissestate».

I sindacati chiedono più integrazione, più tutele e più attenzione da parte delle istituzioni. «Un lavoratore è tale anche quando torna a casa dopo il turno» sottolineano. Per questo è stato annunciato un presidio unitario: si terrà venerdì 17 aprile alle 11 davanti al centro commerciale Mega alla Veneggia.

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