Ripensare non solo il modo di produrre energia, ma anche di consumarla e accumularla. Per Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, la transizione ecologica non è soltanto decarbonizzazione: è un cambio di passo culturale. È il messaggio che porta dalla 22ª edizione di “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, l’appuntamento annuale che si è svolto nei giorni scorsi a Domus de Maria, in Sardegna, riunendo oltre 300 dirigenti del sistema Confartigianato insieme a esperti, istituzioni e docenti universitari. Scarzanella torna dall’incontro con la consapevolezza della complessità della sfida energetica, ma anche con un segnale positivo: «L’approvazione al Senato del cosiddetto DDL nucleare rappresenta un passo avanti importante». Il disegno di legge delega punta a definire entro fine anno un Programma nazionale sul nucleare per contribuire agli obiettivi di neutralità carbonica al 2050.
La presidente richiama però la necessità di un impegno quotidiano: «Le imprese possono e devono avvalersi dello sportello energia della nostra associazione. La transizione non è calata dall’alto: è qualcosa che dobbiamo costruire noi, facendo ogni giorno le scelte giuste».
Extracosti e competitività
Dal rapporto presentato in Sardegna emerge un quadro pesante per le micro e piccole imprese italiane, che pagano per l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea. Il prezzo medio per kWh è tra i più alti dell’Unione: 25,99 centesimi, il 17,9% in più rispetto alla media UE. A incidere è soprattutto il prelievo fiscale, superiore del 47,4% rispetto all’Europa. Il paradosso riguarda la distribuzione del carico: il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi. Le grandi imprese energivore italiane hanno un prelievo fiscale inferiore alla media europea, mentre quelle con consumi sotto i 20 MWh arrivano a un +75,5% rispetto all’UE.
Per la provincia di Belluno, nel 2025 l’extracosto per le piccole imprese è stato di circa 11 milioni di euro. Nei sei mesi di guerra del Golfo, le famiglie bellunesi hanno registrato un aumento del 14,7% della spesa energetica, pari a circa 10 milioni di euro. «Il caro-energia è un ostacolo alla competitività delle piccole imprese» commenta Scarzanella. «Non servono interventi spot, ma un riordinamento strutturale del carico fiscale e degli oneri generali. Non chiediamo privilegi, ma regole chiare ed eque per competere in Europa».
Il nodo del nucleare e le nuove tecnologie
Il via libera parlamentare al DDL nucleare apre una prospettiva che, secondo Scarzanella, l’Italia non può più ignorare. «Siamo indietro decenni rispetto alla Francia, che ha decarbonizzato il proprio territorio. Oggi l’energia nucleare è una delle fonti più sicure e pulite, stabile e indipendente dalle condizioni atmosferiche». La presidente richiama anche le parole del senatore Luca De Carlo, secondo cui nei prossimi vent’anni la richiesta di energia elettrica in Italia raddoppierà, trainata dall’elettrificazione dei trasporti e dai grandi data center.
Per Scarzanella, il futuro sarà inevitabilmente legato all’autoconsumo e alle rinnovabili, ma con un approccio integrato: «Dobbiamo sviluppare nuove sfide come elettrificazione, nucleare e idrogeno con una ricerca continua, anche su materiali alternativi al litio. E poi puntare sulle comunità energetiche e sui contratti pluriennali PPA, strumenti che possono dare stabilità e convenienza alle imprese».





