San Vito, timori sulla riconversione degli hotel: “Preservare l’identità turistica”

San Vito, timori sulla riconversione degli hotel: “Preservare l’identità turistica”

La Consulta Confcommercio di San Vito di Cadore esprime forte preoccupazione per le notizie che, nelle ultime settimane, stanno circolando anche sui social riguardo alla possibile destinazione di alcune strutture alberghiere del paese – attualmente in fase di ristrutturazione – a foresterie per lavoratori impiegati nel comparto turistico. «Siamo consapevoli che il tema dell’alloggio per i lavoratori stagionali rappresenti una questione sempre più rilevante per l’intero territorio dolomitico» dichiara il presidente della Consulta, Andrea Fiori. «Tuttavia è fondamentale che gli organi preposti alla vigilanza verifichino con la massima attenzione il rispetto delle destinazioni e delle autorizzazioni previste, affinché non si determini una progressiva sottrazione di posti letto destinati all’accoglienza turistica».

Secondo la Consulta, il rischio è quello di alterare la vocazione turistica del paese, trasformando San Vito in un luogo di residenza per lavoratori impiegati in altre località del comprensorio. «Nessuno mette in discussione la necessità di individuare soluzioni adeguate per ospitare i lavoratori del settore» prosegue Fiori. «Ma non possiamo permettere che San Vito diventi un paese dormitorio al servizio di Cortina d’Ampezzo, perdendo identità e funzione di destinazione autonoma».

La preoccupazione si inserisce anche nel quadro dei dati della stagione estiva, che confermano la necessità di strategie capaci di distribuire i flussi sul territorio, valorizzando l’insieme delle località dolomitiche e non concentrando la domanda esclusivamente nei poli più noti. «Oggi più che mai» conclude Fiori «serve un modello di accoglienza diffusa che promuova tutte le località delle Dolomiti, sostenendo attività economiche, commerciali e ricettive dei diversi territori. Concentrare servizi, posti letto e investimenti su pochi poli rischia di accentuare l’overtourism, generando squilibri che nel lungo periodo penalizzano l’intero sistema turistico montano. San Vito deve poter continuare a crescere come destinazione viva e attrattiva, capace di offrire opportunità economiche e occupazionali legate alla valorizzazione del proprio territorio».

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