Sale operatorie ferme per lo sciopero di medici e infermieri

Sale operatorie ferme per lo sciopero di medici e infermieri

Braccia incrociate tra le corsie. E la sanità rallenta. Ieri (mercoledì 20 novembre) lo sciopero di medici e infermieri ha impattato decisamente sugli ospedali. A Feltre e Belluno le sale operatorie si sono fermate e hanno garantito solo le urgenze (a Belluno anche Ginecologia e Senologia hanno lavorato, seppur a ranghi ridotti). 

«Lo sciopero che coinvolge infermieri, ostetriche, tecnici di laboratorio e medici è un grido di malessere e di protesta dei nostri professionisti contro la mancanza di risorse e programmazione del sistema sanitario per evitare l’emorragia di personale che abbandona la sanità pubblica» ha detto Guerrino Silvestrini, responsabile regionale del sindacato Nursing Up Veneto. «La nostra protesta è rivolta a chiedere salari dignitosi, maggiore sicurezza sul lavoro e un concreto riconoscimento professionale di chi ogni giorno si prende cura della salute della cittadinanza. Da tempo chiediamo di dare priorità alla valorizzazione degli infermieri, migliorando le condizioni lavorative attraverso un incremento della retribuzione degno di questo nome dato che gli stipendi sono attualmente tra i più bassi d’Europa, e nel prossimo futuro sono stati previsti degli aumenti a dir poco ridicoli, circa 7 euro per il 2025 e circa 80 euro per il 2026. Di pari passo chiediamo che venga dato un più ampio riconoscimento alla professionalità infermieristica e al consolidamento del ruolo dell’Oss. In un contesto come il Veneto, dove oggi mancano all’appello più di 5.500 tra infermieri e Oss, occorre quindi che la politica lavori per incentivare e gratificare il personale già presente, per aumentare l’appeal della professione nelle giovani generazioni, anziché disperdere energie nell’istituzione della nuova figura dell’assistente infermiere, che non rappresenterà una soluzione alle carenze di personale, ma solo un preoccupante colpo basso alla qualità dell’assistenza sanitaria».

In una breve nota, l’Ulss 1 spiega: “Allo sciopero del 20 novembre 2024 hanno aderito il 5,76% dei medici e l’1,53% personale del comparto. Tutte le attività (sia ambulatoriali che di ricovero) sono state garantite ad eccezione di una decina di visite ambulatoriali, alcuni interventi chirurgici dell’ospedale di Feltre e dell’ oculistica di Belluno”.

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