Rsa in difficoltà: Borgo Valbelluna propone di usare gli extra canoni idrici

Rsa in difficoltà: Borgo Valbelluna propone di usare gli extra canoni idrici

Le Rsa bellunesi sono in sofferenza economica, e il Comune di Borgo Valbelluna lancia una proposta concreta: utilizzare in modo stabile gli extra canoni idrici per garantire la sostenibilità delle strutture che si prendono cura degli anziani non autosufficienti.

La richiesta è contenuta nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che accende i riflettori su una situazione sempre più critica. Il sistema delle residenze per anziani in provincia di Belluno è messo a dura prova da fattori strutturali: un indice di vecchiaia tra i più alti del Veneto, difficoltà nel reperire personale qualificato, e costi fissi di gestione elevati, soprattutto per riscaldamento e logistica. Nonostante queste difficoltà, le rette giornaliere applicate nelle Rsa bellunesi sono le più basse della Regione: 55,09 euro con impegnativa, 84,01 euro senza, a fronte di un costo reale stimato tra i 110 e i 120 euro al giorno.

A peggiorare il quadro, la Regione ha introdotto il sistema della “budgetizzazione”, che assegna un budget alle strutture basandosi su un indice di copertura dell’87% dei posti letto accreditati. Una scelta che rischia di scaricare il peso economico sulle famiglie, e in alcuni casi anche sui Comuni.

Secondo le stime, per garantire la sostenibilità della rete Rsa bellunese servirebbero 5,5 milioni di euro annui in risorse aggiuntive. Da qui la proposta del Comune: destinare stabilmente gli extra canoni idrici – ovvero le risorse derivanti dalla monetizzazione dell’energia elettrica fornita gratuitamente dai gestori idroelettrici – al sostegno delle strutture residenziali per anziani.

«La rete delle Rsa è un presidio indispensabile – dichiara l’assessora alle Politiche sociali, Chiara Cesa – Mantenere un adeguato livello di servizi, prestazioni, cure e sollievo alle famiglie deve essere obiettivo prioritario e responsabilità condivisa da tutti i Comuni della Provincia».

Il Comune chiede inoltre alla Regione una revisione dei criteri di finanziamento, la copertura del fabbisogno teorico dei posti letto con impegnativa, e risorse dedicate per l’adeguamento sismico e l’ammodernamento funzionale delle strutture, spesso datate e non più adeguate alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e fragile.

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