Una discarica a cielo aperto nel cuore della storia bellunese. La segnalazione arriva daPierluigi Trevisan, vicepresidente di Fiab Belluno, che denuncia lo stato di abbandono del sedime della ex Roggia dei Mulini, in via al Fol, proprio nel tunnel sotto il Ponte Nuovo. L’area, un tempo attraversata dalla roggia che alimentava i mulini della manifattura delle spade bellunesi, oggi versa in condizioni critiche: rifiuti, materiale vegetale e degrado visibile anche oltre il piccolo tunnel.
«La Roggia dei Mulini è un reperto storico di grande valore – si legge nella segnalazione – legato alla tradizione delle spade bellunesi, a cui è dedicata una sala del Mubel. Dovrebbe essere salvaguardata, protetta e valorizzata con appositi cartelli illustrativi».


Ma la denuncia non si ferma qui. Il cittadino segnala anche lo stato di abbandono dell’area lungo l’Ardo, a nord del Ponte Nuovo, dove un tempo sorgeva un campo da calcio. Oggi, la zona è invasa dalla boscaglia – soprattutto robinie – che ne limita la fruibilità e trasmette un senso di incuria proprio all’ingresso del centro storico. «Se l’area fosse tenuta a prato e dotata di panchine – spiega Trevisan – diventerebbe uno spazio verde bellissimo, lambito dalle acque dell’Ardo e a due passi dal centro città”.
La proposta è chiara: ripulire la discarica, installare un sistema di sorveglianza, recuperare l’ex campo sportivo e, se l’area è privata, sollecitare il proprietario a mantenerla decorosamente. Inoltre, il cittadino suggerisce di valorizzare il sedime della Roggia dei Mulini con una cartellonistica adeguata, anche in relazione al “Sentiero dell’Ardo”, che collega Borgo Pra al quartiere San Francesco, dove si trova l’ultimo mulino ancora in piedi.
Una segnalazione che è anche un invito all’amministrazione comunale: tutelare la memoria storica, riqualificare gli spazi urbani e restituire bellezza e dignità a luoghi che raccontano l’identità di Belluno.





