La rete territoriale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità è salva. La conferma arriva dal Decreto Legge n. 91 del 7 maggio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio, che sancisce la permanenza di una figura chiave nella tutela dei diritti dei lavoratori e nel contrasto alle discriminazioni di genere. Una notizia accolta con sollievo anche nel Bellunese, dove il rischio di una soppressione aveva sollevato forti preoccupazioni. «Una vittoria per il territorio», commenta la Consigliera di Parità di Belluno Flavia Monego, che sottolinea come la tenuta della rete rappresenti un presidio fondamentale, soprattutto in un contesto complesso come quello provinciale.
Belluno, infatti, è un territorio montano ampio e frammentato, dove l’accesso ai servizi può risultare difficoltoso. In questo quadro, la presenza della Consigliera di Parità assume un ruolo strategico: «La soppressione del ruolo avrebbe determinato un grave indebolimento della rete di tutela dei lavoratori e un vuoto operativo sul fronte delle discriminazioni di genere», spiega Monego. «La prossimità è essenziale: perdere questo presidio avrebbe significato isolare ulteriormente il tessuto lavorativo».
Il risultato raggiunto è anche il frutto di una mobilitazione condivisa. Nel Bellunese istituzioni e parti sociali hanno fatto fronte comune per sostenere la continuità del servizio. La Consigliera ringrazia in particolare la Provincia di Belluno e il presidente Marco Staunuovo, che si è attivato con una nota formale indirizzata al Ministero del Lavoro, ma anche i Comuni che hanno approvato mozioni di sostegno.
Determinante, sottolinea Monego, è stato anche il contributo delle organizzazioni sindacali. CGIL, CISL e UIL si sono mobilitate in modo compatto a difesa di quello che viene definito «un presidio di legalità ed equità irrinunciabile per il mondo del lavoro». «Il supporto tempestivo e convinto di amministratori e sindacati dimostra come il territorio sappia fare squadra quando sono in gioco diritti fondamentali», conclude la Consigliera. «Questa conferma ci dà nuova linfa per proseguire il lavoro, affinché la parità non resti solo un principio, ma diventi una realtà concreta per lavoratrici e lavoratori, anche nelle aree più isolate della provincia».





