Prostituzione nei finti centri massaggi: tre chiusure, 11 indagati

Prostituzione nei finti centri massaggi: tre chiusure, 11 indagati

Fino a 60 mila euro al mese e un sistema organizzato nei dettagli: dietro tre centri massaggi tra Sedico, Ponte nelle Alpi e Santa Giustina si nascondeva una rete di prostituzione smantellata dai carabinieri con l’operazione “Happy Ending”. Undici le persone indagate. L’indagine, condotta dai militari della stazione di Sedico sotto il coordinamento della Procura di Belluno, ha portato alla chiusura delle attività, formalmente dedicate a massaggi ed estetica ma in realtà basi operative di un giro strutturato e gestito da Milano, con una regia definita “remotizzata”. A richiamare i clienti erano annunci pubblicati su siti di incontri, con testi espliciti e ingannevoli. I contatti venivano gestiti da un vero e proprio “call center”: a rispondere era una voce femminile con accento orientale che fissava gli appuntamenti e forniva indicazioni per raggiungere locali volutamente anonimi, privi di insegne e schermati da pellicole oscuranti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al vertice del sistema vi era una figura che coordinava l’intera organizzazione: smistava i clienti, gestiva gli incassi, provvedeva al trasferimento delle donne tra le varie sedi e curava anche la logistica quotidiana, dalle forniture ai beni di prima necessità. Nei centri operavano 23 donne di origine asiatica, tra i 40 e i 50 anni, che vivevano in condizioni di forte dipendenza. Uscivano raramente dagli appartamenti e non avevano alcuna autonomia nella gestione delle prestazioni, rigidamente tariffate: dai 40-50 euro per rapporti orali fino a 100 euro per rapporti completi protetti. Il denaro, esclusivamente in contanti, veniva raccolto e rendicontato quotidianamente.

I numeri raccolti dai carabinieri restituiscono le dimensioni del fenomeno: circa sette clienti al giorno per ciascun centro, con accessi ogni 20-30 minuti. Solo a Sedico, in due settimane di monitoraggio, sono stati accertati 106 ingressi. Durante i controlli è stato sequestrato materiale ritenuto rilevante per le indagini: centinaia di preservativi e somme in contanti nei tre centri, oltre a un manoscritto con la contabilità dei proventi nel locale di Santa Giustina.

Undici le persone finite nel registro degli indagati, tra i 25 e i 65 anni, ritenute a vario titolo coinvolte nell’organizzazione e nello sfruttamento della prostituzione. Per due figure ritenute di vertice il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di dimora in provincia di Belluno. I clienti, appartenenti a diverse fasce sociali e anagrafiche, sono stati sentiti come persone informate sui fatti, contribuendo a definire il quadro accusatorio.

«L’operazione – spiegano i carabinieri – non rappresenta solo un colpo a un’attività illecita, ma interrompe una catena di sfruttamento ai danni di donne vulnerabili, isolate dal contesto esterno e ridotte a strumenti di profitto».

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