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  • Auronzo conta i danni: chiesto lo stato di emergenza per maltempo
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Sole splendente dopo la tempesta. Ma la bufera di mercoledì notte farà scattare lo stato di emergenza. E per un po’ di tempo l’occhio andrà dritto a consultare le previsioni meteo. Perché ad Auronzo l’acquazzone ha lasciato strascichi. «Non disastri, al momento» dice il sindaco Tatiana Pais Becher. «Ma danni sì, soprattutto alla spiaggia che avevamo appena inaugurato. E alla ciclabile. Peccato. Ma ripartiamo subito per la stagione estiva». Un obbligo. Anche perché tra qualche settimana arriva la Lazio e il turismo entra nel vivo. Ecco spiegato il grande lavoro di Comune, Protezione Civile e vigili del fuoco, tutti pronti a pulire il centro del paese dal fango scaricato mercoledì sera.

«La situazione è in via di miglioramento» spiegava ieri pomeriggio Pais Becher. «Stiamo togliendo il fango dalle strade, grazie anche alla Protezione Civile e ai vigili del fuoco. Abbiamo aperto il Coc (centro operativo comunale, ndr) e ho già mandato alla Regione Veneto la richiesta dello stato di emergenza. Mi preoccupa soprattutto la situazione sopra il cimitero, là dove il rio è tracimato, scaricando acqua e fango in centro. Al momento abbiamo gli operai che stanno ripulendo l’alveo».

Il problema è partito tutto dal corso d’acqua che scorre dal Calvario, sopra il cimitero. Ma anche dall’eccezionalità del temporale. L’Arpav ha rilevato 135 millimetri di pioggia durante la notte, di cui 114 in meno di due ore; il giorno di Vaia si erano toccati i 117 millimetri, ma spalmati nell’arco di quattro ore.

«Sarà necessario ripulire subito il rio da alberi, ramaglie e materiali vari a monte del paese, per evitare problematiche con nuovi fenomeni temporaleschi - ha detto ieri l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, salito in sopralluogo da Venezia -. Nel frattempo i Servizi forestali valutano un intervento di sistemazione più radicale del corso d'acqua».

Gli altri interventi dovranno essere fatti in zona lago, dove si sono registrati i danni più consistenti. La spiaggia è stata sfregiata dall’acqua. E una porzione di ciclabile non esiste più, mangiata dall’esplosione dei tombotti che non sono stati in grado di contenere le enormi quantità di pioggia. Senza contare gli allagamenti a garage e scantinati, e i danni a diverse attività private.

«Stiamo provvedendo anche alla pulizia dei canali fognari sotto la piazza e il centro paese - continua Pais Becher -. Diciamo che non ci voleva questo inghippo, proprio in avvio della stagione turistica. Ma ripartiamo».

 

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