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  • La stagione delle infrastrutture: «Serve lo sbocco a nord»
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«Se Conte parla del ponte sullo Stretto, perché non possiamo parlare di prolungamento della A27?». Se lo chiede l’associazione Vivaio Dolomiti, che torna sulla questione dell’autostrada. In un momento storico in cui la sfida infrastrutturale diventa centrale nella ripartenza post-Covid.

«La fase che stiamo vivendo dopo l’emergenza dimostra in maniera incontrovertibile che la ripartenza del Paese passa attraverso la realizzazione di opere infrastrutturali, come detto anche dal presidente Conte nell’ultima conferenza stampa - sottolineano da Vivaio -. Il premier ha addirittura ripreso in mano l’idea del ponte sullo Stretto di Messina, che rientra nel corridoio europeo La Valletta-Helsinkij. Una regione come la Sicilia ha tutto il diritto di essere collegata al continente, quanto il Veneto, regione produttiva e trainante per il Paese, ha diritto di essere collegato ai mercati europei, dandogli quello sbocco a nord che gli manca; infatti, è l’unica regione dell’arco alpino a non averlo». 

Vivaio prova ad analizzare lo stato di fatto. Senza dimenticare i servizi sul territorio bellunese. «Con tutte le difficoltà che ci sono sul Brennero e la scomodità di arrivare a Tarvisio, lo sbocco a nord diventa fondamentale per il Veneto, per il commercio e il turismo, ma anche per un rilancio della nostra provincia in ottica Mondiali e Olimpiadi, rilancio che potrebbe essere affiancato allo sviluppo della logistica - concludono dall’associazione -. In tutto questo non dimentichiamo i servizi pubblici, quali bus e treni, che in questo momento di grandissima difficoltà non possono essere lasciati da parte, perché il sistema della mobilità risulta efficiente solo se completo a 360 gradi».

 

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